Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Il taglio dei fondi alle associazioni antimafia, Armao: "Eredità del passato...riscriveremo regole"

Il vicepresidente della Regione e assessore all'Economia, Gaetano Armao, è intervenuto in commissione Cultura. Nove associazioni, tra cui il Centro La Torre, avevano chiesto di essere sentite proprio in merito alla riduzione dei contributi assegnati

Gaetano Armao

"E' fondamentale investire in cultura, l'impegno del Governo Musumeci oggi è finalizzato a riscrivere le regole con le quali assegnare per questo anno i contributi nel settore culturale, dopo che sarà approvata la legge di stabilità". Ad assicurarlo è stato il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all'Economia, Gaetano Armao, durante i lavori della commissione Cultura all'Ars convocata per discutere del ridimensionamento del finanziamento regionale alle associazioni culturali e antimafia. In nove avevano chiesto di essere sentite proprio in merito alla riduzione dei fondi assegnati.

"Vorremmo conoscere le motivazioni di tale misura penalizzante - avevano detto i responsabili del Centro Pio La Torre dopo la drastica riduzione dei fondi - e sapere dall’attuale governo e da quello precedente che l’ha predisposta cosa pensano che il Centro dopo 32 anni di attività, non debba o possa fare o in cosa abbia sbagliato. Forse nella difesa di una memoria antimafia, come quella di Pio La Torre“.

"Si tratta di una vicenda che abbiamo ereditato dalla precedente gestione e sulla quale non avevamo alcun margine di manovra - ha spiegato Armao -.Il ruolo e l'attività di queste associazioni è strategico, per questo riteniamo fondamentale che venga definita una revisione dei criteri di valutazione e di assegnazione dei fondi". L'obiettivo è ridurre "drasticamente i margini di discrezionalità" delle commissioni e stabilire "tempi certi" per l'emanazione del bando.

"Ci siamo trovati con un bando deliberato dalla Giunta Crocetta e graduatorie frutto dell'attività delle commissioni nominate nei diversi dipartimenti, rispetto a cui non potevamo, seppur nella consapevolezza di disomogeneità e riduzione della spesa, operare alcun correttivo - ha spiegato Armao-. Da adesso vogliamo voltare pagina, il nuovo corso è già cominciato con la definizione di nuovi criteri per il bando del 2018 e l'avvio di un lavoro di rinegoziazione degli accordi sottoscritti dal precedente governo, che ci obbligano a una riduzione della spesa corrente del 3 per cento annuo. Faremo in modo che in questa percentuale, impostaci dall'improvvido accordo, non rientrino le somme destinate alla cultura".
 

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