Casse vuote alla Regione e stop alle leggi di spesa, M5S: "Diteci come stanno le cose"

Non ci sono le coperture finanziarie per il cosiddetto "collegato" e le opposizioni insorgono. Il presidente della commissione Cultura, Sammartino: "Gesto irresponsabile che mette in crisi i teatri siciliani". I pentastellati: "Indispensabile e urgente un’operazione verità"

Le casse sono vuote e dalla Regione arriva lo stop alle leggi di spesa. Il "collegato", che oggi è andato in commissione Lavoro, difficilmente potrà proseguire il suo cammino. Il primo a insorgere è stato proprio il presidente della commissione Ars Luca Sammartino. "Il governo Musumeci  - ha spiegato - ha ammesso che non ci sono le coperture finanziarie per il collegato. E' un gesto irresponsabile che mette in crisi i teatri siciliani, in particolare il Bellini di Catania, lo Stabile di Catania, l'Ente autonomo regionale Teatro di Messina, il Taormina Arte, il Teatro Massimo di Palermo, le associazioni culturali, sportive, quelle che lottano contro la mafia, i lavoratori del mondo degli enti regionali". 

"Avevo chiesto un gesto di responsabilità perché ero preoccupato dalla possibilità che non ci sarebbero state le coperture di spesa - aggiunge Sammartino.- Ora il governo ha certificato la mancanza di coperture e ha quindi nascosto al parlamento le difficoltà economiche della nostra Regione. Siamo profondamente preoccupati di quello che sarà il destino di migliaia di lavoratori siciliani. Adesso vogliamo chiarezza sui conti della Regione. Siamo stanchi dei racconti di Musumeci. Ognuno si assuma la propria responsabilità".

"Cittadini e lavoratori - sostengono  Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Giampiero Trizzino, deputati del Movimento 5 Stelle appartenenti alla commissione Cultura - sono stati chiaramente ingannati. Affermiamo da luglio che mancano i soldi per coprire tutti gli articoli del ‘collegato’ della V commissione. L’ipotesi di far lavorare l’Ars durante le ferie estive era finta. La verità è che ci siamo trovati tutti dentro a un grande, reiterato gioco dell’oca fatto di collegati, poi di collegati ai collegati e poi di maxi-emendamenti catapultati nelle commissioni per un’approvazione impossibile, visto che mancano le risorse". “L’assessore Armao - aggiungono i pentastellati - ha sempre detto che andava tutto bene e che si poteva procedere con i lavori delle commissioni. Adesso venga direttamente in Aula a riferire sullo stato di salute dei conti della Regione, è indispensabile e urgente un’operazione-verità per capire di quali risorse effettive possiamo disporre".

“E’ arrivato il momento per il governo regionale di venire in Aula per ammettere il proprio fallimento confessando che la situazione economico-finanziaria della Regione non consente al Parlamento siciliano di votare nuovi impegni di spesa”. Tuona Giuseppe Lupo capogruppo de Pd. "Così come avevamo predetto l’iter del ddl collegato  si è scontrato con la mancanza di risorse – continua Lupo -. Il presidente Musumeci non perda altro tempo e venga  a riferire dell'attuazione del suo programma di governo ed in particolare delle riforme che la Sicilia aspetta e che sembrano ancora scritte nel libro dei sogni".

"Vorremmo le scuse del governo e del centrodestra per questa scellerata conduzione della sessione di bilancio". Rincara la dose Anthony Barbagallo del Pd. "La frettolosa approvazione della legge di stabilità a gennaio, senza un preventivo accordo con il governo nazionale sui trasferimenti, ha determinato una reazione a catena  le cui conseguenze cadranno sui siciliani. Ci aspettiamo un ritorno di responsabilità - conclude Barbagallo -  a partire dalla riforma sui rifiuti che il parlamento dovrà aprovare  per evitare che all’esame del Parlamento arrivi una proposta di riforma che, più che migliorare, pasticci ulteriormente l’intero sistema".

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