Regione, Ugl Siciia: "Basta polemiche su dipendenti, serve confronto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Basta polemiche! La riforma dell'apparato amministrativo della Regione non è più procrastinabile. Le esternazioni del presidente Nello Musumeci se non sono seguite dall'apertura di un tavolo di confronto anche serrato, per giungere ad una soluzione definitiva della riorganizzazione della macchina amministrativa, rimangono effimere e non giovano a nessuno". Lo dicono Ernesto Lo Verso, segretario regionale della Ugl Federazione nazionale autonomie e Giuseppe Messina, segretario dell'Unione regionale del Lavoro della Sicilia.

Per i sindacalisti "I ritardi della politica e della non scelta, ormai datati nel tempo, non possono ricadere sui dipendenti della Regione.colui il quale ha il ruolo istituzionale e di governo, ha anche la responsabilità di decidere e trovare le soluzioni mentre al sindacato spetta, quale corpo intermedio, la difesa e tutela dei lavoratori. Come Ugl siamo pronti e disponibili, già da tempo, a compiere fino in fondo la nostra parte per dare le risposte necessarie ai lavoratori della Regione Siciliana, sia del comparto e della dirigenza. Basta parole, basta polemiche, servono fatti immediati ed un tavolo per definire il rilancio del settore per il bene della comunità siciliana. I dipendenti, nonostante tutto, continuano ancora oggi a tenere in piedi con passione l'apparato burocratico della nostra Regione. Se negli uffici l'età media dei dipendenti è elevata, se il personale non è riqualificato a dovere, se da anni mancano diverse figure professionali, se ci sono categorie che svolgono mansioni superiori pur non essendo qualificate, se gli obiettivi relativi alle performance risultano sempre raggiunti non si deve certo addossare la colpa a chi lavora, ma si bisogna andare a cercare responsabilità altrove. Siamo certi che il presidente Musumeci, senza alcun istinto populista, saprebbe a chi chiederne conto. Da parte nostra, siamo sempre disponibili in qualsiasi momento a confrontarci sulle reali necessità utili a potenziare la struttura burocratica regionale, nella consapevolezza che il presidente è come un padre di famiglia che deve incoraggiare e sostenere, ma non additare i propri figli".

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