Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

La Sicilia si (ri)scopre fragile, Figuccia: "Serve una mappa delle aree a rischio frane"

La tragedia di Casteldaccia ha riportato l'attenzione sul tema dell'abusivismo edilizio e della prevenzione del dissesto idrogeologico. L'esponente Udc chiede anche di "coinvolgere i forestali nella messa in sicurezza del territorio"

I danni provocati dall'esondazione del Milicia

"Serve ripensare una pianificazione di protezione civile per il rischio idrogeologico e l’utilizzo delle risorse umane per garantire l’incolumità dei siciliani. Serve che la Regione si attivi per la realizzazione di una mappatura a trecentosessanta gradi che coinvolga l’intera rete stradale". La richiesta arriva dal deputato regionale dell’Udc Vincenzo Figuccia, che ha incontrato la stampa per fare il punto su quanto fatto e quanto c'è ancora da fare nell'Isola sul fronte della prevenzione.

La tragedia di Casteldaccia, dove nove persone hanno perso la vita in seguito all'esondazione del fiume Milicia, ha riacceso i fari sul tema tanto spinoso quanto antico dell'abusivismo edilizio e della prevenzione del dissesto idrogeologico. Il governo regionale ieri ha varato un ddl che mira ad arginare il fenomeno, disponendo anche la decadenza per i sindaci che non procedono con la demolizione degli immobili costruiti in zone a rischio.

Figuccia ha ricordato i tantti, troppi episodi accaduti nell'ultimo decennio in Sicilia. “Ottobre 2009 catastrofe dell’alluvione di Giampilieri con 38 vittime, settembre 2015 alluvione a Lipari, colpite le Eolie, ottobre 2015 situazione drammatica in provincia di Messina tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, ottobre 2016 apocalisse tra Sciacca e Ribera, in questi giorni la tragedia di Casteldaccia. Non possiamo ricordare soltanto di fronte agli eventi disastrosi. La popolazione residente ad alto rischio - dice il parlamentare - ammonta 53 mila unità mentre altri 28 mila sono esposti a rischio alluvioni. I dati sono allarmanti. Serve ripensare una pianificazione di protezione civile per il rischio idrogeologico e l’utilizzo delle risorse umane per garantire l’incolumità dei siciliani e la viabilità e accessibilità ai fini abitativi ed economici. Serve che la Regione si attivi per la realizzazione di una mappatura a trecentosessanta gradi che coinvolga l’intera rete stradale regionale con i suoi 18 mila chilometri di arterie statali, 700 chilometri di autostrade ed i suoi 1400 chilometri di rete ferroviaria. Presenterò un disegno di legge che affronti il tema del dissesto idrogeologico e del piano utilizzo delle risorse umane. La finanziaria sarà in oltre un’occasione per presentare numerosi emendamenti che garantiscano un intervento attento nel settore attraverso il pieno utilizzo delle risorse umane presenti a partire dal mondo della forestazione attraverso il coinvolgimento dei forestali nelle attività di prevenzione e messa in sicurezza del territorio".

La denuncia di mancati interventi e lentezze burocratiche arriva anche da altri schieramenti politici. Valentina Zafarana, capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Ars, sottoline ad esempio che "su 237 opere inserite nel Patto per il Sud solo uno è andato in porto. Per altri due i lavori sono in corso, per il resto è buio fitto o quasi. È assurdo che, una volta che il problema principale non è la mancanza di fondi, non si riesca ugualmente a fare partire gli interventi in tempi celeri".

Sicilia a rischio frane e allagamenti: "In due anni realizzato solo un intervento su 237"

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