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Palazzo d'Orleans

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La Regione è a corto di personale e richiama i pensionati, protestano i sindacati

Le strutture burocratiche prive di dirigenti sono in totale 40 (di cui 9 solo a Palermo) e il personale in servizio è costretto a svolgere mansioni superiori. Badagliacca e Lo Curto (Cisal): "Si facciano gli interpelli per i posti vacanti, no a scelte contro legge"

Al dipartimento regionale Lavoro mancano i dirigenti e l'amministrazione richiama in servizio il personale in pensione. Una decisione che provoca le proteste dei sindacati, già contrariati perché l’obiettivo di rendimento 2020 non è stato centrato e ai dipendeni non verranno erogati i compensi legai alla produttività.

Da Giuseppe Badagliacca ed Angelo Lo Curto (Cisal) arriva infatti la richiesta al dirigente generale del dipartimento Lavoro ad "emanare atti di interpello per coprire tutte le postazioni dirigenziali vacanti e revocare gli inopportuni incarichi conferiti al personale in quiescenza, che tra l’altro sembrano contrari alla legge". Più volte in passato la Cisal ha lamentato la cronica carenza di dirigenti al dipartimento Lavoro. Assenze che oggi "sono certificate dal mancato raggiungimento del piano triennale della performance 2019-2021, che è stato già acclarato per l’anno 2019 - aggiungono Badagliacca e Lo Curto - ma che è certo anche per gli anni 2020 e 2021".

Le strutture del dipartimento regionale Lavoro prive di dirigenti sono in totale 40, di cui 9 solo a Palermo. E così, sottolineano i due sindacalisti della Cisal, a causa dei vuoti d'organico, "il personale di tutte le categorie svolge nella stragrande maggioranza mansioni superiori e quello della dirigenza è onerato da continui interim". Nel 2021 sono già due i dirigenti che sono andati in pensione, creando di fatto un vuoto nell'ambito della gestione dei fondi Ue. Un danno accompagnato dalla beffa: il 12 gennaio scorso la Regione ha assegnato due incarichi annuali a titolo gratuito: il primo in materia di "legislazione sociale e organizzazione delle attività degli ispettorati territoriali del lavoro"; il secondo per le "competenze nelle tecnologie digitali orientate in particolare nella concretizzazione e attuazione di progetti di innovazione della pubblica amministrazione".

"Gli incarichi ai funzionari direttivi in pensione (senza adottare prima specifici bandi, selezioni o chiedere manifestazioni di interesse) per svolgere mansioni che possono essere resi anche dal personale in servizio", concludono Badagliacca e Lo Curto, "seppur conferiti a titolo gratuito, costringono lo stesso l'amministrazione regionale ad assumere un esborso di denaro per il rimborso delle spese di missioni e di pasti". Da qui l'invito al neo assessore alla Funzione pubblica, Marco Zambuto, "a valutare le gravi carenza di personale dirigenziale non solo del dipartimento Lavoro ma di tutta la Regione Siciliana", al fine di "procedere al riconoscimento delle mansioni superiori svolte dal personale del comparto".

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