Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Il club alpino siciliano: “La Regione ha revocato le concessioni per i nostri rifugi, faremo ricorso al Tar”

Interessate quattro strutture delle Madonie, una a Ficuzza e una sui Nebrodi. Lo stupore del presidente del Cas Mario Crispi: "Vorremmo capire il perché di questa decisione, restiamo comunque aperti al dialogo"

Dopo sessant'anni la Regione Siciliana revoca le concessioni per alcuni rifugi del Club Alpino Siciliano. Una scelta che il CAS, che da 129 anni opera sul territorio siciliano per la tutela a valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico della Sicilia, ha appreso con incredulità. “Siamo profondamente rammaricati per quanto accaduto e confidiamo in una risoluzione del problema, ovvero in una riconsiderazione del provvedimento preso”, spiega Mario Crispi, presidente del Club Alpino Siciliano, che prosegue: “La Regione ci ha revocato le concessioni di sei rifugi dei dodici che il Club Alpino Siciliano possiede nell’isola. Molti di questi rifugi sono stati da noi costruiti su terreni dati in concessione con i fondi raccolti nel corso di questi lunghi anni mediante anche donazioni di privati, con grande sforzo dei soci e attraverso l'organizzazione di attività di promozione del territorio”.

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I rifugi per il quali la Regione ha revocato le concessioni sono: l'Ostello della Gioventù a Piano Battaglia, rifugio Severino a Pizzo Carbonara, rifugio Cervi a Monte Cervi, rifugio Rascata a Collesano (tutti sulle Madonie), rifugio Pizzo Bileo (Ficuzza) e di Arcarolo (Nebrodi). “Nonostante abbiamo sottoposto agli uffici preposti della Regione una proposta articolata di sviluppo turistico consapevole, aggiornata alle nuove pratiche di fruizione della montagna che si stanno diffondendo, con questa precisa azione si preferisce smembrare e disarticolare questa rete “storica” omogenea di 12 Rifugi, nati tutti dalla stessa mano e con la stessa visione comune, ovvero quale frutto di un prezioso binomio istituzionale privato/pubblico, rivolto al rispetto dell'ambiente e sostenibile, con una conduzione di volontariato puro e scevro di qualsiasi benché minimo interesse economico.

Ci piacerebbe sapere il perché di questa decisione arrivata inaspettatamente dopo una collaborazione proficua e costruttiva di oltre 60 anni tra i due Enti”, prosegue Crispi, che annuncia: “Faremo ricorso al Tar per rivendicare, ovviamente, le ragioni del Club Alpino Siciliano sulla vicenda. Restiamo comunque aperti al dialogo per raggiungere possibili soluzioni che evitino uno scontro tra istituzioni da noi certamente non voluto”, conclude il presidente del Cas.

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