Dalla Regione fondi per i borghi rurali, Diventerà Bellissima: "No a polemiche infondate e visioni distorte"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Gli steccati ideologici, i fronti categoriali della politica - quella 'politica politicante' che siamo abituati a vedere, subire – alimentano, anche nella percezione del cittadino, una distorta visione delle cose che non rende lode all’operato di quei politici e amministratori capaci di pensare oltre e di guardare oltre l’acritica barricata ideologica". Lo dicono Tania Pontrelli e Luca Tantino, del direttivo regionale di Diventerà Bellissima Palermo, spiegando che "il presidente della Regione, Nello Musumeci e il Governo che egli rappresenta, avevano annunciato di avere stanziato circa 14 milioni di euro per riqualificare e valorizzare tre borghi rurali costruiti negli anni Quaranta. Ma la solita, sterile bagattella ideologica ha fatto saltare letteralmente dalla sedia parecchi esponenti dem che hanno chiesto al Capo del governo regionale, 'quali criteri, che non siano quelli di matrice ideologica e di fede politica, hanno spinto a selezionare questi tre borghi…'. Eh già, tre borghi di rara bellezza diventano materia di controversia perché venuti alla luce durante il fascismo: la più classica batracomiomachia fondata sulla più becera e inconcludente politica barricadera. Eppure ogni strategia turistica, ormai da decenni, passa dalla valorizzazione culturale dei suoi siti, dei suoi luoghi e degli stessi borghi antichi che sono un valore aggiunto agli stessi luoghi".

Per i due esponenti di Diventerà Bellissima "Queste non sono bizzarre congetture, bensì linee programmatiche di un’idea di turismo culturale ad ampio spettro che dell’aspetto rurale fanno un punto di forza: basterebbe guardare, senza peraltro scimmiottare, ad altre realtà nazionali che ormai hanno consolidato e reso moneta sonante tale lungimirante promozione. Ma il governo Musumeci ha dimostrato di saper guardare oltre, osare oltre, decidere oltre. Tant’è che ha deciso di espropriare per renderlo fruibile, per renderlo 'luogo della memoria', il casolare in cui la mafia torturò e uccise Peppino Impastato. Operazione peraltro ignorata dai precedenti governi di sinistra, invece concertata dalla Giunta regionale in carica, a riprova che Nello Musumeci non è animato da vis ideologica nelle proprie scelte. A differenza di chi ancora oggi lega una proposta, un progetto per il territorio, un’idea di riscatto culturale e sociale alla parte politica dalla quale proviene. Una reductio mortificante per i siciliani e pericolosa per ogni prospettiva di rilancio dell’Isola. Ecco, la sinistra dem agisce anacronisticamente secondo i dettati di un celebre, quanto superato e stantìo aforisma di Mao Tse-Tung: 'Dobbiamo sostenere tutto ciò contro cui il nemico combatte e combattere contro tutto ciò che il nemico sostiene'. Ma per gettarla nella battuta di spirito, nell’ironia (una risposta politica seria sarebbe impossibile di fronte a tanta vacuità politicante), potremmo rispondere con una fra le più celebri affermazioni di Deng Xiaoping, inviso allo stesso Mao per il suo realismo qui espresso curiosamente: 'Non importa di che colore sia il gatto, purché sappia prendere i topi'".

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