Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Finanziaria, il commissario dello Stato impugna 21 articoli

Tra questi figura anche la Tabella H che prevede 25 milioni di contributi "a pioggia" per 135 enti e associazioni: intervento "senza ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione"

Il Commissario dello Stato in Sicilia Carmelo Aronica ha impugnato ventuno articoli della legge finanziaria regionale, approvata all'alba del primo maggio dopo una seduta fiume dall'Assemblea regionale. Tra le norme bocciate figura anche la tanto discussa Tabella H: 135 enti e associazioni beneficiari di contributi "a pioggia" per un importo complessivo di 25 milioni di euro. "A fronte di una legislazione ordinaria e di principio che prevede l'ammissione a contributi pubblici di tutti i soggetti pubblici e privati su un piano di parità per il mantenimento e l'esercizio di attività di rilevante interesse culturale e sociale fruibili dalla collettività - scrive il Commissario dello Stato - l'Assemblea regionale interviene nuovamente con un provvedimento ad hoc destinato esclusivamente a determinate istituzioni, da anni fruitrici di provvidenze pubbliche senza ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione. Il principio di eguaglianza esige che le leggi singolari, come la norma in esame - osserva - corrispondano ad obiettive diversità delle condizioni considerate rispetto a quelle di enti similari, che giustifichino razionalmente ed obiettivamente la disciplina di privilegio adottata. Ove sussistono situazioni omogenee rispetto a quelle singolarmente considerate si incorre nella violazione del principio di eguaglianza perchè si determinano ingiustificate posizioni di vantaggio per le istituzioni beneficiarie della norma rispetto a quelle escluse".

Le disposizioni della Finanziaria impugnate sono quelle previste negli articoli 8, 13, 15, 16, 25, 28, 40, 46, 49, 55, 56, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 69, 71, 74, allegato 1, relativo all'art. 72. Tra le norme censurate, figura anche quella che limita al solo biennio 2014-2015 la maggiorazione dell'aliquota Irap e dell'addizionale regionale Irpef che andava estesa al triennio 2014-2016, dato l'obbligo per la Regione di mantenerla per tutta la durata del piano di rientro del deficit della sanità, cui è sottoposta. Impugnata anche la norma che autorizzava i Comuni delle isole minori a introdurre un "ticket di sbarco" di 5 euro per i turisti. Un tributo vero e proprio, secondo il commissario, che "eccede la potestà legislativa regionale". Bocciata la disposizione per lo stanziamento di 700 mila euro in favore dei vigili urbani di Messina. Non passano, poi, le norme sul personale a tempo determinato dei Consorzi di bonifica, quelle tendenti ad affidare a Siciliacque i dissalatori di Porto Empedocle e di Gela, quella che pone a carico della Regione gli oneri dei mutui accesi da privati per ristrutturare immobili nei centri storici, la moratoria dei debiti fiscali delle piccole e medie imprese nei confronti di Riscossione Sicilia spa.

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