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Polemica sull'avviso per esperti facebook: "Falso che nessun dipendente ha partecipato"

Dopo l'atto di interpello interno, andato a vuoto secondo l'assessore Scilabra, la Regione è pronta cercare all'esterno. Ma uno dei 16 mila esce allo scoperto: "Ho la ricevuta della presentazione dell'istanza". I sindacati: ritirare il bando

L'assessore alla Formazione Nelli Scilabra

Da un lato l’assessore Nelli Scilabra che afferma che “nessuno dei dipendenti regionali ha risposto”. Dall’altro qualcuno dei dipendenti che invece afferma di essersi candidato, ma di non aver ricevuto “uno straccio di risposta”. E’ polemica sull'avviso pubblicato dalla Regione alla ricerca di venti esperti che abbiano fra le proprie capacità quella di gestire i canali Facebook, Twitter e gli altri social media. Uno dei dipendenti, Salvatore La Rosa, ha scritto alla redazione di PalermoToday:

“Sono un dipendente dell'Regione Siciliana esperto in comunicazione pubblica ed istituzionale, laureato in tale branca, peraltro, con la votazione di 110/110 e lode. La base culturale conseguita mi permette di interagire su diversi piani professionali all'interno dei vari media. Tra l'esperienza maturata nell'ambito dell'comunicazione nell'Amministrazione credo che l'uso dei socialnetwork non sia stata quella più impegnativa. Ma tant'è che tale settore, probabilmente per il numero e la tipologia di pubblico che coinvolge, viene spesso ritenuto di forte richiamo nella comunicazione verso la pubblica opinione. Non a caso nel 2011, per avere attivato e amministrato gli account istituzionali di un Programma riguardante il FEASR sui principali social network (facebook, twitter, linkedin, youtube), sono stato invitato come relatore dell'Amministrazione ad un convegno internazionale.

Comunque, come dicevo prima, sono ben altre le competenze possedute da un esperto in comunicazione proveniente da un impegnativo corso di studi universitari specificamente maturate all'interno di un'Amministrazione con dinamiche di lavoro che non sempre lo rendono agevole data anche la sua natura istituzionale rivolta alla cittadinanza la quale, spesso con piena ragione, non la vede di buon occhio. Questa premessa è stata necessaria per informare che, avendone titolo, ho risposto all'atto d'interpello del Dipartimento dell'Istruzione di cui parla nel suo articolo per rivestire il profilo professionale di "Coordinamento generale" e, in subordine si badi bene, di "Social Media".

La presentazione dell'istanza di adesione alla ricerca l'ho effettuata nei termini e con le modalità vessatorie nei confronti dei dipendenti (raccomandata A/R del costo di oltre euro 5), oltre che inusuali stabilite dall'atto stesso tendente, a mio avviso, ad escludere il più possibile ogni riscontro positivo; prova ne sia che la sua comunicazione è rimasta oculatamente defilata, se non proprio oggetto di nascondimento. Infatti ad una semplice verifica potrà riscontrare che l'interpello del 21 marzo non è stato correttamente rivolto "agli oltre 16.000 regionali" essendo prevalentemente rimasto circoscritto all'interno del Dipartimento dell'Istruzione senza esperire i normali previsti percorsi di pubblicazione, nella bacheca istituzionale rappresentata dal sito internet del Dipartimento della Funzione Pubblica, previsti per questo tipo di atti.

Ciò inficia sia l'affermazione, che ritengo denigratoria ed offensiva, circa la mancanza di esperti di comunicazione tra i dipendenti dell'Amministrazione regionale, sia le affermazioni: "che è andato a vuoto l'atto d'interpello del 21 marzo rivolto agli oltre 16.000 regionali"; analoga a quanto attribuito da Repubblica tramite virgolettato all'assessora Nelli Scialabra la quale, riguardo alla verifica della presenza della presenza di professionalità nel settore della comunicazione all'interno dell'Amministrazione regionale, esperita attraverso il citato atto d'interpello, erroneamente avrebbe affermato: "Non sono arrivate istanze...".

I SINDACATI - Anche la Cobas-Codir attacca l’assessore Scilabra: “Ha dichiarato che tra i 16.000 dipendenti regionali non sarebbero state trovate, attraverso un presunto atto d'interpello, figure professionali ritenute necessarie all'attività di comunicazione – scrive il sindacato in una nota – . Ma tra di essi esistono tantissime unità di personale esperte nelle attività ricercate. Persone che avrebbero potuto liberamente aderire o meno al presunto atto d'interpello se fosse stato realmente pubblicizzato attraverso la pubblicazione, secondo le previste procedure di divulgazione, sul sito istituzionale del dipartimento della Funzione Pubblica (nel quale, ad oggi, non vi è alcuna traccia). Inoltre non risponde assolutamente al vero che nessun dipendente regionale vi abbia partecipato, come segnalato da qualche dipendente in possesso anche della ricevuta di presentazione dell'istanza. Per questi motivi - conlude la nota - si chiede il ritiro del bando in questione o, in subordine, la sua riformulazione”.

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