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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Regione assume 150 dirigenti esterni, è polemica: "Crocetta pensasse ai disabili"

La dura accusa di Nuti (5 Stelle) in merito alla notizia secondo cui, l’Ars potrà nominare i nuovi esterni: "Alla faccia della crisi che ancora travolge gran parte del popolo siciliano"

"Alla Regione Sicilia non si conosce cura dimagrante. Alla faccia della crisi che ancora travolge gran parte del popolo siciliano". Questa la dura accusa di Riccardo Nuti, in merito alla notizia secondo cui, grazie a un piccolo comma di una norma contenuta nella Finanziaria, già approvata in commissione Bilancio e in attesa del voto dell’aula, l’Ars potrà assumere fino a un massimo di 147 dipendenti esterni, tra prima e terza fascia della dirigenza. "Tutto questo – continua Nuti – nonostante i 1.800 dirigenti che già conta la struttura. Viene da chiedersi se Rosario Crocetta e i parlamentari dell'ARS che non si sono opposti a questa norma conoscano cosa significhi l’espressione “spending review”, ma pare proprio di no".

"Dopo lo scandalo dei 65 ex dipendenti Spo (Società per l’Occupazione) immediatamente reintegrati dal Comune di Palermo nelle partecipate – sottolinea il deputato palermitano -, ora pure Crocetta si muove sulla stessa scia, ingrassando le già larghe maglie dell’amministrazione pubblica, piuttosto che tagliare il necessario". "Sarebbe il caso – continua ancora Nuti – che l’amministrazione regionale si interessi ai problemi veri, come ad esempio quello ancora in piedi delle persone disabili abbandonate e senza fondi, costrette addirittura a manifestare per i propri diritti con tutte le difficoltà che si possono immaginare, invece di pensare al dirigente di turno che dev’essere integrato in una struttura che definire folle è un eufemismo".

"Il punto vero però è un altro – conclude Nuti – da Orlando a Crocetta, purtroppo il modus operandi di certa politica vive di questi mezzucci: dell’esigenza di assumere, assumere, assumere a più non posso, guarda caso sempre in concomitanza delle elezioni. Lo si fa perché si ha paura del voto popolare, altrimenti non si ricorrerebbe a tali espedienti. I siciliani non si facciano prendere in giro da queste dinamiche che si ripetono da decenni nonostante le belle parole spese dai politici per poi piegarsi davanti alle clientele".

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