Musumeci difende il neo assessore Samonà: "Non cambio idea, basta con critiche e minacce"

Il presidente della Regione interviene dopo le critiche ricevute per la nomina del giornalista in quota Lega ad assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana: "Il Pd con Crocetta ha cambiato 54 assessori in due anni. Il Movimento 5 Stelle con la Lega ha governato...". Per le minacce sui social partite le indagini

Il presidente della Regione Nello Musumeci

Difesa e contrattacco, ironia e frecciatine agli avversari politici farcite di riferimenti alla storia lontana e recente. Dopo avere incassato per alcuni giorni le critiche sulla nomina del giornalista Alberto Samonà, in quota Lega, ad assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, il presidente della Regione Nello Musumeci ha scelto una diretta Facebook per replicare punto su punto agli attacchi ricevuti. Risposte puntuali sia ai politici di Pd e Movimento 5 stelle, sia ai privati che lo hanno pesantamente bersagliato sui social (per alcuni è in corso l'identificazione da parte della polizia come ha annunciato lo stesso governatore ndr). 

"Fare paragoni con il passato e con i tecnici Vittorio Sgarbi e Sebastiano Tusa, precedenti assessori alla Cultura, non serve - ha detto Musumeci -. Siamo tornati al governo politico e Alberto Samonà è la sintesi della militanza politica e dell'uomo di cultura, del giornalista professionista sufficientemente attrezzato per seguire le indicazioni del programma che il presidente della Regione ha presentato ai siciliani. Ormai ci siamo, ho firmato il decreto di nomina del nuovo assessore ai Beni Culturali. Da domani Alberto Samonà comincia a lavorare con passione in questo nuovo e impegnativo incarico".

Musumeci ha ricostruito poi le ultime ore. "Ho seguito alcune proteste di questi giorni - ha detto - Mi chiedevo quale fosse il motivo scatenante, sono alle prese con il Coronavirus, con la 'fase 2', mi occupo di cose serie e importanti e ho cercato di capire il perchè di questa protesta nei confronti di una forza politica che non è la mia - ha sottolineato Musumeci -. La Lega nei confronti del Mezzogiorno usava luoghi comuni che non abbiamo mai accettato. Adesso è diventato un partito nazionale, ne prendiamo atto e siamo contenti. Da quando è diventato un partito nazionale, alle Europee ha avuto in Sicilia e Sardegna il 22%, era mia alleata nel 2017".

Poi le frecciate al partito di Zingaretti. "Come può il Pd dire 'mentre c'è l'emergenza Musumeci pensa al rimpasto?'. Al Pd stessero zitti... - ha detto - con Crocetta hanno cambiato 54 assessori in due anni. Quelli del Pd hanno messo assessori che nemmeno volevano stare al loro posto. Lo scienziato Zichichi non diede vita neanche a una delibera e Franco Battiato si chiese: 'Cosa ci sto a fare io qui?'. Il nostro non è un rimpasto, abbiamo solo completato la Giunta nominando il sostituto dell'assessore Tusa un anno dopo la sua tragica scomparsa. Mi accusavano di non decidere. Ho tenuto l'assessorato per un anno, mentre mi sono reso conto di cosa servisse e poi è arrivata la nomina".

Dardi avvelenati anche per i pentastellati. "I grillini poi  - ha ribadito - con che coraggio possono parlare contro la Lega? Per un anno il M5S ha governato a livello nazionale con la Lega, ha condiviso posti di governo e di sottogoverno come è nelle regole. Ora non serve più la Lega?". Poi l'affondo, rivolto direttamente ai rappresentanti del Movimento: tutto questo "forse perchè perdete voti, quindi cercate una soluzione e prendete le distanze con un trasformismo che farebbe arrossire persino Agostino Depretis?".

Parte del suo intervento è stato poi incentrato sulle frasi ingiuriose ricevute sui social da quando è stata ufficializzata la scelta di dare alla Lega l'assessorato alla Cultura. "Il dissenso - ha detto - è il sale della democrazia, ma contro di me sono state scritte sui social frasi come 'Ti auguro una morte lenta e dolorosa', 'Farai la fine del topo'. Questa non è gente serena, è gente che ha problemi, non si può pensare di attaccare il presidente della Regione con queste frasi minacciose, il dissenso è un'altra cosa. Per alcune di queste frasi se ne occupa già la polizia e per altre sono in corso le identificazioni degli autori. E' giusto contestare un'iniziativa del presidente della Regione se non la si condivide ma questo dissenso deve essere espresso in maniera corretta. Non cambierò idea sulla mia decisione".
 

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