Renzi chiude il tour a Cinisi: "Infrastrutture e innovazione le basi per la rimonta del Sud"

Il premier promette investimenti per fare "volare" le imprese locali: "Bisogna tenere insieme le cose". Presente anche il ministro alle Infrastrutture Delrio, che ha rassicurato platea e sindacati sulla prosecuzione dei lavori per il passante ferroviario

Matteo Renzi a Cinisi

Si è conclusa alle 17 la due giorni in Sicilia del premier Matteo Renzi per promuovere le ragioni del "sì" al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il presidente del Consiglio è salito sul palco allestito per l'occasione al Park Florio Hotel, a Cinisi, alle 16.30. Ha aperto il suo intervento con un omaggio a Peppino Impastato, il giornalista figlio di un boss che ha "pagato con la vita la bellezza dei suoi ideali". Renzi ha ricordato la sua visita a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato quattro anni fa quando non era ancora il presidente del Consiglio e promesso che il governo farà tutto quello che è in suo potere fare per far diventare il casolare dove Peppino è stato trucidato un museo della memoria. "Se necessario, lo esproprieremo", ha detto rivolgendosi al sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo. GUARDA IL VIDEO

Tantissimi gli argomenti trattati in soli trenta minuti di intervento dal premier. Dal lavoro, al turismo passando per le infrastrutture, il punto sul quale torna più e più volte è sempre lo stesso: bisogna investire al Sud. "Le infrastrutture da sole non bastano - afferma il presidente del Consiglio -, bisogna collegarle a una visione d'insieme che non può realizzarsi senza creare prima una nuova e positiva identità siciliana. Per questo facciamo il G7 qui. Per questo ieri siamo stati nell'Etna Valley. Per far conoscere i siciliani con il sale in zucca". Secondo il premier bisogna portare sul'Isola l'innovazione, non smettendo di lavorare sul rilancio deI settorI tradizionali come l'agricoltura, una ricchezza enorme per questa regione. Fondamentale infine "fare squadra", superando i frammentalisti troppo spesso "tipici di questo Paese".  "Se il Mezzogiorno riparte - conclude il premier - l'Italia tornerà a essere leader". Già bel suo intervento al teatro Politeama aveva affrontato l'argomento annunciando anche sgravi fiscali per chi assume al Sud.

Non sono mancate le "frecciatine" all'Europa, "colpevole" di chiedere denaro senza ricambiare intervenendo per risolvere questioni spinose come l'immigrazione, problema interamente sulle spalle dell'Italia e della Sicilia in particolare.

Il premier chiude parlando del voto del 4 dicembre che secondo Renzi avrebbe il merito di tagliare i costi della politica, superare il doppione Camera-Senato accorciando i tempi per le riforme e distinguere i compiti delle Regioni da quelli dello Stato, dando a quest'utimo la possibilità di intervenire nel caso in cui le cose non vengano gestite come dovrebbero dagli enti locali. "Sono uno di quelli che lotta contro la casta - dice il presidente -, ma che crede nella politica, che è una cosa seria. Se in Lombardia ci vogliono tre mesi per avere un farmaco, non capisco perchè in Sicilia i tempi non debbano essere gli stessi".  Graziano Delrio Cinisi (2)-2Il referendum, sempre secondo Renzi, è fondamentale per cambiare l'Italia e farsì che quest'ultima abbia un futuro migliore del passato".

A Cinisi con il premier anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. "Stiamo lavorando per risolvere le problematiche legate al passante - ha detto il ministro - , abbiamo abbassato le tasse aeroportuali per permettere agli imprenditori di muoversi spendendo meno e di creare sviluppo e investiremo anche per potenziere il porto della città. Investiremo su Fincantieri e grazie a questo i lavoratori, ad oggi un migliaio, potranno raddoppiare".

Al termine della manifestazione, Delrio ha avuto un colloquio con i sindacati proprio in merito alla realizzazione del passante ferroviario. "Abbiamo chiesto al ministro - hanno riferito i sindacalisti - una precisa presa di posizione affinché tutto proceda senza nessun licenziamento e ha sostenuto che tutto andrà avanti a bocce ferme, senza ulteriori licenziamenti. Delrio si è impegnato a riconvocare le parti, anche il sindacato, a Roma, assieme alla stazione appaltante. Restiamo in attesa di un riscontro positivo, di un'evoluzione della discussione tra Rfi e Sis e di un tavolo ufficiale tra i soggetti per sancire che l'opera vada avanti e si concluda".

In platea anche diversi imprenditori che sono riusciti a far diventare "grandi" le proprie aziende. Tra questi Nicola Fiasconaro, patron dell'omonima azienda dolciaria di Castelbuono. "Ogni anno fatturiamo uno o due milioni in più - ha detto Fiasconaro. La storia della mia famiglia è una favola. Oggi a Castelbuono lavorano 120 persone e sono 11 gli stabilimenti dislocati nelle 9 province siciliane. La nostra è una fliera corta fondata sulle materie prime siciliane delle quali non possiamo fare a meno". Sono gli imprenditori come Fiasconaro gli eroi silenziosi, non noi - concluso il ministro Delrio -. E' gente che ogni giorno lotta per costruire un Paese migliore e una Regione di cui andare fieri. Il Sud è cresciuto dell'1% e crescerà ancora".

SALTA LA VISITA AI CANTIERI NAVALI - Il ministro Delrio e il premier Renzi oggi avrebbero dovuto fare visita ai cantieri navali ma l'incontro è saltato. Non l'ha presa bene il segretario della Fiom Cgil Palermo Angela Biondi che stamattina ha organizzato anche un sit-in davanti al cantiere, con un'ora di sciopero indetta a fine turno,  per protestare contro le politiche industriali del governo e dire no alla riforma costituzionale. "Il fatto che Matteo Renzi abbia cancellato la tappa al Cantiere Navale di Palermo - dichiara il segretario Fiom Cgil Palermo Angela Biondi - la dice lunga sui reali interessi del governo su questo sito produttivo. Il premier è venuto a Palermo e in Sicilia solo per fare propaganda. E' chiaro che avevamo ragione noi della Fiom". 

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