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Nel Recovery 82 miliardi per il Sud, c'è il raddoppio ferroviario Palermo-Catania-Messina

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha avuto il via libera del Consiglio dei ministri e adesso è al vaglio del Parlamento. Al Mezzogiorno il 40% delle risorse. Scompare il Ponte sullo Stretto, ma ci sono la riqualificazione della stazione Notarbartolo e dell'ex Manifattura tabacchi

"Un grande investimento sul futuro e sulle nuove generazioni, impossibile e impensabile fino a pochi giorni fa". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, parlando ai parlamentari della Camera prima e del Senato dopo, definisce il Piano nazionale di ripresa e resilienza ovvero il Recovery Plan. Draghi passa in rassegna le linee guida del Piano e le riforme che sono definite "indispensabili" perché le risorse non vadano sprecate. Nelle parole del premier spazio ai giovani, alle donne, al Sud. Dal Piano scompare il Ponte sullo Stretto, ma c'è il raddoppio del binario sulla linea esistente della Palermo-Catania-Messina.

draghi senato2-2"Tutte le linee ad alta velocità non sono progetti vecchi - spiega Draghi - ma estremamente innovativi. La Roma-Pescara è una novità assoluta. Il raddoppio del binario sulla linea esistente della Palermo-Catania-Messina va incontro ad un'esigenza avanzata dalla Sicilia".

Sulla Palermo-Catania-Messina "saranno realizzate le tratte intermedie del progetto - si legge nel Piano - al completamento del quale si otterrà una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 60 minuti sulla tratta Palermo-Catania rispetto alle attuali 3 ore, e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte in raddoppio".

Nel Pnrr viene rimarcato come "le criticità relative al sistema di trasporto ferroviario esistente al Sud non riguardano soltanto la rete, ma anche le stazioni ferroviarie: in numerosi casi presentano infatti problemi in termini di accessibilità e integrazione con il territorio. Sono quindi necessari investimenti per riqualificare le stazioni, migliorare la funzionalità dei loro edifici, la qualità dei servizi forniti agli utenti, i livelli di efficienza energetica e lo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma". Il programma di investimento proposto include anche la "riqualificazione funzionale, miglioramento dell'accessibilità e intermodalità di stazioni di dimensioni medio-grandi e con alti volumi di traffico". Si tratta di interventi relativi a 30 siti "di importanza strategica dal punto di vista trasportistico e/o turistico" e c'è anche la stazione Notarbartolo.

Nel Piano anche la riqualificazione dell'ex Manifattura tabacchi (con 33 milioni di euro).  L’intervento prevede la valorizzazione dell’intera struttura architettonica in chiave culturale. Prevista la realizzazione di un auditorium con spazi espositivi, un’area dedicata alla creatività artistica e foresteria. "Da diversi mesi - dice il deputato M5S Adriano Varrica  - ho avviato interlocuzioni con Cassa depositi e prestiti per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dell'ex Manifattura tabacchi di Palermo che oggi rientra tra i progetti culturali strategici finanziati nell'ambito del Recovery plan con 33 milioni. Il rilancio della zona Cantieri-Via Montalbo-Acquasanta passa anche da questo intervento. Dopo aver restituito una prospettiva occupazionale con gli investimenti per il cantiere navale, abbiamo l'occasione di riqualificare il tessuto urbano mediante un importante insediamento culturale”.

Al Mezzogiorno, secondo quanto chiarito dal presidente del Consiglio, il Piano destina 82 miliardi su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento. In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile al Sud sono pari 14,5 miliardi, il 53 per cento del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna. Sono poi stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione, pari al 39 per cento del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46 per cento.

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