Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Recovery Plan, Roma boccia il piano della Regione: pure Palermo resta a bocca (quasi) asciutta

Il documento del governo Conte cita solo poche opere, come la velocizzazione della ferrovia Pa-Ct-Me e la costruzione dell'auditorium presso l'ex manifattura Tabacchi. Spicca il "no" al Ponte sullo Stretto; niente recupero dell'ex Fiat di Termini e potenziamento della metro. "Schiaffo alla Sicilia"

Veduta di Palermo - foto Salvatore Ranuncolo

Nessuna traccia del Ponte sullo Stretto nel Recovery Plan e, per quanto riguarda Palermo, nemmeno del recupero dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese (che doveva diventare un centro di produzione cinematografica) e il potenziamento della metropolitana. Stroncata anche l'ambizione della Giunta regionale di ridare nuova vita al Roosevelt con il Centro internazionale di studi su ambiente e salute dell'uomo.  

Lo scorso 20 novembre, la Regione aveva approvato un piano che in 28 pagine metteva insieme un elenco di progetti che valevano oltre 20 miliardi di euro. Gran parte delle proposte della Regione per investire la quota siciliana del Recovery Plan però sono state bocciate. Il piano del governo Conte cita espressamente solo poche opere: il potenziamento della linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina (precisando che si tratta di velocizzazione e non dell'alta velocità), il completamento dell’autostrada Ragusa-Catania, la costruzione dell'auditorium presso l’ex manifattura Tabacchi di Palermo e una serie di investimenti sulle infrastrutture digitali e contro il dissesto idrogeologico.

"Un altro schiaffo alla Sicilia" secondo l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, che parla di "delito perfetto". E aggiunge: "Nel pieno della crisi pandemica epocale che stiamo vivendo - prosegue Falcone - gli investimenti miliardari del ‘Recovery Plan’ vengono dipinti da mesi come degni successori delle politiche keynesiane o del Piano Marshall, interventi entrati nella storia dell'occidente. Bene, oggi purtroppo dobbiamo prendere atto della realtà: la Sicilia e il Sud saranno esclusi da una svolta di tale portata grazie a una precisa scelta politica del governo Conte. La Sicilia, ancora nel 2021, è tagliata fuori da'alta velocità per un capriccio ideologico di Pd e Movimento 5 stelle".

Per il senatore Stefano Candiani, commissario della Lega in Sicilia, però, la Regione con "una proposta frammentata per rincorrere singoli piccoli progetti senza visione strategica ha dato l'alibi al governo Conte per scartare praticamente tutto il piano. Avevo già ammonito in altre sedi - continua Candiani - sul fatto che il piano proposto dalla Sicilia fosse poco concreto e non aderente alle finalità del Recovery e con una inspiegabile esclusione della parte meridionale dell'Isola, eppure si è preferito andare avanti presentando al governo nazionale un documento dove si andava palesemente ‘fuori tema’ ed è chiaro che in questo contesto a Roma hanno avuto gioco facile nel far scomparire il ponte sullo Stretto e inserire opere già in gran parte finanziate come la velocizzazione ferroviaria Palermo-Catania-Messina. La cancellazione del Ponte è una scelta che non condividiamo ma che fa pensare anche sul reale peso politico di alcuni illustri esponenti della maggioranza giallorossa, come Cancelleri e Faraone, che da quest’estate facevano propaganda sul tema".

“Crediamo che le azioni del governo Conte e le parole, per bocca del suo plenipotenziario nell’isola, il vice ministro Cancelleri, sui progetti del Recovery fund, certifichino la loro inadeguatezza, incapacità e arroganza nel gestire la cosa pubblica e in particolare nel promuovere lo sviluppo della Sicilia. Con questa programmazione miliardaria dei fondi previsti dall’Unione europea, alla fine hanno partorito un topolino per i siciliani”. Questo invece quanto dichiarano i deputati del gruppo di Fratelli d’Italia all’Ars.

Il viceministro delle Infastrutture, il grillino Giancarlo Cancelleri, la vede in modo opposto: "Nel Recovery Plan nazionale potevano entrare solo opere per cui c’è un progetto definitivo. E non è il caso del Ponte sullo Stretto. Tuttavia noi continuiamo a volerlo realizzare: nella legge di bilancio ci sono 50 milioni per la progettazione, che avverrà quando la commissione di tecnici si esprimerà sulle varie proposte di ponte o tunnel sotterraneo". 

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