Recovery fund, nuova audizione in commissione Ue all’Ars

Compagnone: "Occasione per risolvere il problema dei trasporti e dell’emergenza idrica in agricoltura"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Prosegue l’impegno della Commissione Parlamentare permanente “Esame delle attività dell’Unione Europea” sul fronte del Recovery Fund. Nelle ultime settimane il presidente della Commissione, Pippo Compagnone ha convocato tutti gli stakeholders, i rappresentanti di categoria e le istituzioni interessate, al fine di elaborare una proposta unitaria e quanto più rappresentativa delle attese dei siciliani, da consegnare al Governo Regionale. Dopo aver ascoltato i rappresentanti degli enti locali, i rappresentati del settore dei trasporti e delle infrastrutture, i sindacati, ieri sono stati auditi i rappresentanti dell’autorità di gestione del PSR Sicilia 2014/2020, dell’autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia e i commissari straordinari dei consorzi di bonifica della Sicilia orientale e della Sicilia occidentale al fine trattare un altro tema strategico per la Sicilia, quello delle risorse idriche a servizio dell’agricoltura.

“Ho apprezzato molto le relazioni dei commissari straordinari Antonio Garofalo e Francesco Nicodemo e del segretario generale dell’autorità di bacino del distretto idrografico Francesco Greco. Da questa audizione emerge un quadro chiaro – afferma Pippo Compagnone - rappresentato dall’urgenza di rendere cantierabili le opere, quanto meno quelle principali, per mettere a sistema il miglioramento complessivo dell’utilizzo della risorsa acqua in Sicilia. Doppiamo produrre i progetti esecutivi e se per fare questo occorrono risorse che i consorzi di bonifica non hanno allora sarà necessario reperirli altrove, con un fondo di rotazione ad esempio. Sarà poi fondamentale ribadire sui tavoli di trattativa ministeriale la necessità di poter finanziare anche la progettazione esecutiva di interventi altamente strategici, una necessità che è fortemente sentita non solo in questo settore ma anche nel settore degli interventi infrastrutturali per la grande viabilità ed i trasporti. Occorre evitare di accettare supinamente gli indirizzi attuali del Ministero che richiede alle Regioni di presentare, per l’accesso al Recovery Fund, solo progetti esecutivi. Ci faremo parte attiva per aprire questa possibilità. Non è accattabile non ottenere i finanziamenti perché non ci sono i progetti esecutivi".

"Se c’è un messaggio che viene fuori in maniera condivisa – conclude Compagnone – è quella di concentrare l’occasione del Recovery Fund su pochi interventi strategici. Sarebbe sciocco disperdere questa opportunità in tanti piccoli interventi che possono essere realizzati attraverso una corretta gestione dei fondi comunicati ordinari quando invece, con molto buon senso, quello che sindacati, enti locali, imprenditori ci chiedono grandi opere, come ad esempio il completamento del corridoio Berlino – Palermo con il ponte sullo stretto di Messina in un interventi di respiro complessivo che preveda anche l’ammodernamento e la messa in rete delle infrastrutture ferroviarie e portuali".

Torna su
PalermoToday è in caricamento