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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Razza frena sulle stabilizzazioni dei precari dell'emergenza: "Chi afferma che sono possibili dice balle"

Nonostante la legge di stabilità nazionale preveda una norma per cui "gli enti del Servizio sanitario nazionale vengono autorizzati a stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l'emergenza", l'assessore regionale è scettico

"Chi sta raccontando agli operatori che stanno lavorando in corsia per il Covid-19 che saranno stabilizzati sta dicendo una balla". È categorico l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, quando parla del futuro dei lavoratori precari reclutati per affrontare l'emergenza pandemica in questi due anni. Una affermazione, quella pronunciata a "Casa Minutella", che suona come una sentenza per tutti coloro i quali stanno aspettando l'approvazione della legge di stabilità nazionale. Nel disegno di legge, infatti, è stata inserita una norma per cui "gli enti del Servizio sanitario nazionale vengono autorizzati a stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l'emergenza". Una questione che però si scontra con i tetti di spesa imposti al settore sanitario. 

Inoltre, sono ancora da definire tempi e modalità delle eventuali stabilizzazioni, se per esempio la norma interesserà anche i lavoratori co.co.co o soltanto quelli a tempo determinato, soltanto il personale sanitario o anche gli amministrativi. Ma soprattutto la legge deve ancora passare al vaglio delle commissioni parlamentari e delle Aule di Camera e Senato. Un percorso possibile, a livello regionale, sarebbe quello dell'indizione di nuovi concorsi con punteggi speciali o riserve dedicate per chi ha lavorato nelle strutture emergenziali contro il Covid. Sicuramente, non una questione che potrà risolversi a breve. "Parliamo delle cose che si possono fare adesso”, ha concluso Razza.

L'assessore ha fatto anche il punto sull'andamento della pandemia in Sicilia. "Anche in Sicilia c'è una crescita da contagi da Covid in queste ultime settimane, ma non sta comportando il ricorso all'ospedalizzazione. Vaccinarsi è fondamentale - ha detto - perciò, a quelli che sostengono che la vaccinazione non protegga, li vorrei invitare a visitare i reparti di terapia intensiva, passare letto per letto, per verificare di persona come quasi tutti i ricoverati non sono vaccinati". E a proposito di ospedali, ha aggiunto: "Avevamo trovato 350 posti letto di terapia intensiva, in due anni li abbiamo portati ad 800 e così la Sicilia è una delle poche regioni italiane ad essere a un passo dall'obiettivo di rafforzamento della rete ospedaliera. E' vero, abbiamo commesso errori, e qualcosa di quel che abbiamo fatto non ci ha soddisfatto al cento per cento, ma non ci siamo fermati neanche un momento in questi mesi difficilissimi e lo abbiamo fatto con senso di responsabilità e del dovere. Nessuno era formato per gestire una pandemia, ma i professionisti della sventura, che ci vedevano impreparati a gestire la crisi, sono stati smentiti".

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