Il Comune non ha soldi per la Rap, niente stipendi: si rischia un Natale tra i rifiuti

Palazzo delle Aquile attende i trasferimenti dello Stato per poi erogare le risorse all'azienda. Sindacati in agitazione, ma niente scioperi. Potrebbe però venire meno il "senso di responsabilità" finora mostrato dai dipendenti. Sulla città pende l'incubo dei disservizi durante le Feste

Effetto a catena. La Rap non riceve i fondi dal Comune, che a sua volta è in attesa dei trasferimenti dello Stato. Circa 30 milioni, soldi che a Palazzo delle Aquile servono come il pane per superare problemi contingenti di liquidità. Risultato? La Rap non ha in cassa i soldi per pagare ai lavoratori gli stipendi di dicembre, le tredicesime e nemmeno i contributi previdenziali. Come se non bastasse a bocca asciutta restano pure manutentori e fornitori.

I sindacati sono in agitazione, ma non ci saranno scioperi. Siamo infatti in periodo di franchigia e quindi i lavoratori non possono incrociare le braccia. Tuttavia potrebbe venire meno il "senso di responsabilità" finora mostrato dai dipendenti Rap, che lo scorso mese hanno percepito lo stipendio netto (senza il versamento dei contributi).

"Nessuno può escludere alle attuali condizioni che il rischio di un Natale condizionato da difficoltà oggettive nei servizi di raccolta non si possa concretizzare", si legge in una nota diffusa da Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Filas a seguito di un incontro con l'amministratore Unico Giuseppe Norata.

"Allo stato attuale - prosegue la nota - il Comune è in ritardo di due mesi nel versamento dei ratei del contratto di servizio e non ha pagato ulteriori fatture, per un ammontare complessivo di circa 40 milioni di euro. Questo è il credito vantato dall'azienda. Si è pertanto assunta la decisione di mantenere aperto un tavolo permanente, al quale oggi ha preso parte il vicesindaco Sergio Marino, che ha confermato le difficoltà economiche dell'amministrazione comunale. La stessa è in attesa di ricevere risorse dal governo nazionale che consentirebbero di superare questa fase di criticità".

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Malgrado le rassicurazioni del vicesindaco, sale la tensione in azienda. E tra i lavoratori c'è più di un malumore. "Ricordiamo - scrivono infine Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Filas - che in questi ultimi anni il numero dei lavoratori è passato da 2.450 a 1.840 unità. Buona parte degli autocompattatori continuano ad essere inefficienti e non sicuri, i dispositivi di protezione individuale non sono stati interamente distribuiti. Nonostante tutto i servizi sono stati regolarmente espletati con grande senso di appartenenza e responsabilità. Prendendo atto delle attuali criticità, restiamo in attesa di acquisire nelle prossime ore buone notizie da parte dell'amministrazione comunale, per restituire serenità ai lavoratori".

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