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Aumento Tari, nuovo scontro Giunta-Italia Viva e Rap rischia di fare la fine dell'Amia

L'assessore Marino autoassolve il Comune e scarica le responsabilità sull'ex presidente Norata. "Il Pef porta la sua firma, non approvarlo comporterebbe un percorso già visto in passato". Replica dei renziani con Chinnici: "Innalzamento della tassa legato unicamente all'incapacità di questa amministrazione"

L'assessore Sergio Marino

Una cosa è certa: la Tari aumenterà. Sulla tassa dell'immondizia si consuma l'ennesimo scontro tra l'amministrazione comunale e Italia Viva: da una parte l'assessore ai Tributi Sergio Marino prova a scaricare le responsabilità sull'ex presidente di Rap Giuseppe Norata; dall'altra Dario Chinnici, capogruppo dei renziani in Consiglio, addossa invece alla Giunta comunale le colpe dell'ormai sicuro incremento della Tari.

Il botta e risposta al vetriolo nasce dalle dichiarazioni di Chinnici, che già ieri aveva alzato le barricate, annunciando l'opposizione ferma in Consiglio di Italia Viva. "Dichiarazioni pericolose e incomprensibili" secondo Marino, che imputa alla gestione Norata "il percorso che ci porta all'aumento della Tari. Il Pef 2020 grezzo porta la firma di Norata (indicato da Iv quando era in maggioranza, ndr). Anzi, a ben guardare gli atti, la richiesta di Rap era ben superiore a quella cui si è arrivati a seguito della direttiva del sindaco. Bellolampo è oggi in una situazione di criticità, come lo era fino a un mese addietro. Il nostro impegno è stato quello di mantenere gli aumenti nella misura minima possibile, salvo rivalsa nei confronti della Regione e, soprattutto, ma pare che ciò non conti, mantenere salda la Rap e il suo equilibrio di bilancio a tutela dei lavoratori e della stessa azienda. Non approvare il Pef Tari comporterebbe per la Rap un percorso già visto in un recente passato". 

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Per sua stessa ammissione, Marino accomuna la sorte della Rap a quella della vecchia Amia. Certificando nei fatti una continuità tra l'epoca di Cammarata e quella di Orlando. Potrebbe quindi andare in onda un film già visto. Eppure l'assessore ai Tributi autoassolve il Comune, socio unico di Rap. "Norata - ricorda Marino - non è stato 'cacciato' per le sue legittime richieste alla Regione (che il socio ha avanzato ancor prima che Norata diventasse presidente, come risulta agli atti e con atti ancor più forti) così come l'emergenza rifiuti ha origini anche nella raccolta dei rifiuti in città. La sostituzione di Norata ha radice nelle dimissioni di due consiglieri del Cda, anche con motivazioni agli atti. L'emergenza a Bellolampo è pure da ricercare, oltre che alla Regione, nei valori di raccolta differenziata che nel primo trimestre 2021 è ancora ferma, come nel 2020 al 18,53%".

Marino però forse dimentica che lui stesso ha guidato la Rap prima di diventare assessore e poi che uno dei due componenti dimissionari del Cda presieduto da Norata, l'avvocato Maurizio Miliziano, ora è amministratore unico della società d'igiene ambientale. Anche il management che ha preceduto Norata e con Norata ha condiviso la gestione di Rap non ha certo brillato per risultati e performance. La città è alla vigilia di una nuova emergenza rifiuti, visto che la discarica di Bellolampo si avvia di nuovo a saturazione, e sembra non esserci altra via ad un aumento della Tari per salvare la tenuta economico-finanziaria della Rap, già appesantita per gli extra costi dovuti ai "viaggi" dell'immondizia nelle discariche del Catanese. 

"Ci auguriamo che il Consiglio comunale - sottolinea l'esponente della Giunta Orlando - possa valutare la proposta con la dovuta serenità, fermo restando che l'aumento di ogni pressione fiscale nei confronti dei cittadini è argomento che vede tutti noi attenti e sensibili ad ogni riduzione e che, ancora oggi, la Tari che paga un cittadino palermitano non è certamente tra le più alte in Italia".

La replica di Chinnici non si fa attendere: "Se l’assessore Marino vuole aumentare le tasse ai palermitani in piena pandemia per coprire i propri fallimenti, sappia che faremo le barricate in Consiglio comunale: Italia Viva non consentirà che i cittadini paghino un solo euro in più, né permetteremo che si strumentalizzino i lavoratori. L'innalzamento della Tari è legato unicamente all’incapacità di questa amministrazione e di chi, negli anni, ha avuto la delega all'Ambiente e ai rapporti con la partecipata. Se oggi la Rap è ancora in piedi, è grazie al grande senso di responsabilità di chi, come Italia Viva, nel giugno 2020 ha votato un debito fuori bilancio da 9,7 milioni di euro; mentre oggi il sindaco Orlando chiede di aumentare la Tari di 9 milioni all'anno per i prossimi tre anni, pura follia per una città sporca e con una discarica satura. Le uniche dichiarazioni pericolose sono quelle di Marino che in Consiglio comunale ha negato un aumento della Tari, salvo poi smentirsi da solo, e in Aula ha addirittura negato di conoscere i dettagli di un Pef ben noto all'amministrazione attiva. Nessuno pensi di mettere le mani nelle tasche dei palermitani". 
 

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