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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Il caso dei deputati no vax bloccati in Sicilia e Sardegna: "Non possono votare per il Quirinale"

"Niente deroghe per i parlamentari che fino ad oggi hanno sempre viaggiato" denuncia il deputato delle Lega Guido De Martini a Today. L'intervista e la denuncia: "In questo momento ci sono 500 mila siciliani senza pass"

Senza Green Pass rafforzato non si può neppure votare per il Quirinale. Succede anche questo con le nuove regole anti Covid. Ma non vale per tutti i parlamentari senza vaccino. La restrizione è solo per chi vive sulle isole. Lo dicono le nuove regole anti Covid del Governo Draghi: "A partire dal 10 gennaio 2022, per salire a bordo delle navi, è obbligatorio, per tutti i passeggeri di età superiore a 12 anni, essere in possesso ed esibire il Green Pass rafforzato". Dunque un parlamentare sardo, che magari sia negativo al Covid, ma senza passaporto verde, non può neppure esprimere il voto per eleggere il Presidente della Repubblica. È il caso del deputato della Lega Guido De Martini che, a colloquio con Today, ha detto di "non ricordare una dittatura nella storia che abbia vietato ad una parte di cittadini di viaggiare". Per De Martini il problema non sono le regole in quanto tali e non è neppure una questione di pro e contro il vaccino.

"Il punto è che ci sono dei parlamentari come me, senza Green Pass, che possono accendere la loro auto e andare a votare il Capo dello Stato. – spiega a Today Guido De Martini -. Chi invece vive in Sardegna o in Sicilia non può attraversare il mare. Questo è discriminante. Quello che mi sembra strano è che, di fronte alla necessità di esprimere un voto come quello per il Quirinale, il Governo non abbia previsto delle deroghe. Non capisco: i parlamentari hanno sempre viaggiato, anche quando c’erano gli aeroporti vuoti e adesso no? Tra l’altro io rappresento 50 mila cittadini che mi hanno votato. Capisco che i diritti si possano comprimere, ma fino ad un certo punto".

Visto che anche il capogruppo alla Camera del Carroccio Riccardo Molinari ha parlato di "una questione che va risolta", De Martini è in attesa di svolte da Roma. Non dice di aver parlato con qualcuno perché "tanto la situazione la conoscono tutti e deroghe non ce ne sono". Ma se la situazione non si dovesse sbloccare? Che fare? "Io di solito rispetto le regole - continua il deputato leghista - Se le regole mi mettono nella condizione di non votare, non voterò, ma lo trovo ingiusto. Adesso si sta discutendo il modo per mettere tutti nelle condizioni di votare. Vediamo che succede. Se si potrà votare da remoto mi adeguerò, non sono un amante del voto a distanza ma la situazione è straordinaria. Spero comunque di poter andare a Roma".

De Martini poi va oltre il discorso del Quirinale perché, indipendentemente da come evolverà la situazione, queste restrizioni per lui non sono più accettabili. "Lei faccia conto che in questo momento ci sono 100mila sardi e 500mila siciliani senza Pass. Io penso che il coronavirus continuerà a variare e noi dobbiamo convivere con questo virus. Non possiamo aspettare che questa pandemia scompaia, serve una strategia di convivenza".

Qualcun altro, immaginando una situazione del genere, ha fatto una scelta diversa. Si è mosso prima del 10 gennaio ed è andato a Roma per restarci. "Io mi sono posto un problema che mi porrei anche oggi: poi come torni in Sardegna? Allora io, se sono nelle condizioni, voto, altrimenti, altrimenti no" ha concluso De Martini.

Il deputato leghista non è l’unico in questa situazione. Infatti secondo Francesca Donato, parlamentare europea indipendente dopo l’espulsione dal gruppo della Lega, fra siciliani e sardi "saranno almeno cinque parlamentari che oltre a non poter svolgere la loro attività non potranno partecipare alle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica". Oltre al leghista ci sono Pino Cabras di Alternativa e gli ex 5 Stelle Andrea Vallascas, Michele Sodano e Simona Suriano.

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