Dipendenti Reset in agitazione, occupata simbolicamente Sala delle Lapidi

I sindacati chiedono al Consiglio comunale di prevedere nell'imminente sessione di bilancio ulteriori somme per incrementare il numero di ore e gli stipendi dei lavoratori. Ad oggi il Comune eroga alla società 31 milioni, in base agli accordi stipulati dovevano essere 41 nel 2019

L'occupazione di Sala delle Lapidi da parte dei lavoratori Reset (foto Sandro Cardinale)

Al termine del sit-in di oggi a piazza Pretoria (domani si replica), i lavoratori della Reset hanno occupato simbolicamente Sala delle Lapidi. Prosegue lo stato di agitazione proclamato dai sindacati, che adesso chiedono al Consiglio comunale di prevedere nell'imminente sessione di bilancio ulteriori somme per incrementare il numero di ore e gli stipendi dei lavoratori.

Cgil, Cisl, Uil, Alba, Cisal, Asia, Usb e Ursas puntano il dito contro l'amministrazione Orlando, rea di non aver rispettato gli accordi sindacali firmati nel 2014 e nel 2017. Accordi in base ai quali non solo il monte ore doveva crescere, ma nel 2019 il corrispettivo erogato dal Comune alla Reset doveva arrivare a 41 milioni di euro strutturali. Ad oggi i 1.400 dipendenti della partecipata nata dalle "ceneri" della Gesip vengono impiegati 32 ore alla settimana; mentre l'azienda riceve 31 milioni di euro. Fondi insufficienti per poter garantire più servizi.  

L'ultima mazzata per la Reset è stata la nota con la quale l'Anac (l'Autorithty che si occupa dell'anticorruzione) ha negato a Reset l’iscrizione per problemi legati allo Statuto. Un diniego che impedisce alla società di incamerare dall'Amap 500 mila euro circa per l’apertura di info point in via Ugo La Malfa e in alcuni centri della provincia.

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