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Privatizzazione aeroporti, Cisal e Ugl: "Pronti a bloccare i voli in Sicilia"

Le due sigle sindacali chiedono un incontro urgente col governatore Musumeci, dopo la norma inserita nel collegato alla finanziaria che apre alla vendita delle quote detenute dalle società di gestione. "La proprietà degli scali è dei cittadini e non di qualche compagine politica"

Un aereo della Ryanair

"Gli aeroporti sono dei siciliani e a servizio della nostra regione, diciamo no a svendite frettolose che non fanno gli interessi dei cittadini ma rischiano solo di arricchire i privati: il governo Musumeci ci convochi immediatamente o siamo pronti davvero a bloccare i voli". Lo dicono il segretario generale della Legea Cisal Gianluca Colombino e il segretario della Ugl Trasporto Aereo Domenico De Cosimo.

Nel mirino dei sindacati c'è l'articolo del "collegato" alla legge finanziaria regionale che obbligherebbe gli enti locali a cedere entro 90 giorni le quote degli scali, pena il taglio dei trasferimenti. Una norma che ha scatenato anche la reazione del sindaco Leoluca Orlando, sostenuto adesso anche da Cisal e Ugl. Dall'altra parte c'è invece il governatore Musumeci, che si è dett  "favorevole" alla privatizzazione degli aeroporti siciliani.

"La norma contenuta nel collegato sulla cessione delle quote nelle società aeroportuali ci aveva già messo in allarme - sottolineano Colombino e De Cosimo - ma adesso siamo davvero arrivati al punto critico. Chiediamo una immediata convocazione dei sindacati e un chiarimento sul destino degli aeroporti siciliani, altrimenti siamo pronti ad azioni eclatanti a difesa di una proprietà che è dei cittadini e non di qualche compagine politica e a tutela dei lavoratori".

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