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"Io, tesserato da 34 anni, non ho potuto votare alle primarie del Pd"

Un militante democratico denuncia: "Cambiate le regole in corso, scriverò a Bersani e gli spedirò tutte le tessere del partito che un tempo mi rendeva orgoglioso"

Si è presentato di prima mattina al gazebo del Politeama mostrando la tessera del Pd per votare alle primarie per la scelta dei candidati democratici alla Camera e al Senato. Ma i volontari che accolgono gli elettori hanno allargato le braccia: "Non può votare".

Settimo Lucchese, 58 anni, dipendente pubblico, ancora non riesce a crederci e all'Ansa racconta: "Sono offeso. Sono iscritto al partito dal 1978, fin dai tempi del Pci e oggi non ho potuto scegliere i candidati del mio partito, mentre magari un elettore del centrodestra che ha votato alle ultime consultazioni, ha scelto il mio candidato". Rispetto al resto d'Italia, infatti, a Palermo e provincia le regole per votare alla 'parlamentarie' sono diverse ma, soprattutto, sono state cambiate a poche ore dal voto.

Ieri infatti la commissione nazionale di garanzia del Pd ha modificato le procedure accogliendo il ricorso di alcuni esponenti locali del partito e non potendo verificare i dati del tesseramento 2011, la commissione ha stabilito che nel capoluogo siciliano possono votare soltanto le elettrici e gli elettori compresi nell'albo delle primarie di "Italia Bene Comune".

Escluso dal voto, quindi, chi pure essendo tesserato non ha partecipato alle ultime consultazioni per scegliere il candidato premier. "Trovo tutto questo scandaloso. Ho conservato tutte le vecchie tessere, compreso quella che presi 34 anni fa: le spedirò a Bersani, gli scriverò che un tempo essere iscritto al partito era un motivo di orgoglio, oggi è quasi una mortificazione".

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