Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Il Popolo della Famiglia contro i manifesti che promuovono la pillola abortiva ru 486

Carmelo Catalano (PdF): <<Siete sicuri che non sia un veleno?>>

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Per le vie di Palermo sono stati affissi dei manifesti secondo i quali la pillola RU 486 non è un veleno e garantisce un aborto sicuro. Con affermazioni ambigue e fuorvianti intendono contrapporsi alla campagna informativa promossa da Pro Vita e Famiglia Onlus con i suoi manifesti “Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva RU 486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo”. Veleno o no, la pillola RU 486 provoca l'intossicazione dell'ambiente uterino determinando la morte di un essere umano che altrimenti proseguirebbe la sua crescita fino alla formazione completa e alla nascita.

Il fatto che sia stata approvata dall’Aifa non esclude il suo effetto letale nei confronti dell’embrione, né garantisce un aborto sicuro come i manifesti in questione vorrebbero far credere. Nel 30% dei casi, infatti, si deve ricorrere a un intervento chirurgico per complicanze emorragiche mentre in alcuni casi l'assunzione risulta letale anche per la donna. Le donne hanno diritto ad essere informate dettagliatamente sugli effetti della RU 486, sui rischi che comporta e sulle sue possibili conseguenze anche lontane nel tempo. Non si tratta di eliminare un banale grumo di cellule ed è assurdo che si lasci abortire le donne in piena solitudine, senza assistenza medica e psicologica dopo aver assunto una pillola potenzialmente dannosa per loro e letale per il loro bambino.

Il Popolo della Famiglia sostiene Pro Vita e Famiglia Onlus e tutte le associazioni pro life che con le loro campagne informative e con le loro provocazioni aiutano le donne ad avere maggiore consapevolezza. Le donne hanno diritto ad essere informate, hanno diritto ad essere sostenute e aiutate a superare le cause che potrebbero indurle all'interruzione della gravidanza perché non c’è nulla di civile nell’uccidere un piccolo e indifeso essere umano.

Fonte: ufficio stampa Il Popolo della Famiglia Sicilia

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