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Missione a Roma di Totò Orlando coi renziani: "Interventi urgenti e risolutivi per il ponte Corleone"

Blitz nella capitale a forte connotazione politica per il presidente del Consiglio comunale, che ha incontrato il viceministro delle Infrastrutture Teresa Bellanova assieme a Davide Faraone e Dario Chinnici di Italia Viva. "Scontiamo un grave gap che va colmato in fretta"

Lo scorso 16 gennaio, all'allora ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, aveva chiesto la nomina di un commissario per mettere in sicurezza il ponte Corleone; oggi invece il presidente del Consiglio comunale Totò Orlando è volato a Roma per incontrare il viceministro Teresa Bellanova e ribadire la necessità "di interventi urgenti e risolutivi".

La missione al Mit del presidente Orlando - accompagnato dal presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, e del capogruppo dei renziani a Sala delle Lapidi, Dario Chinnici - non è passata inosservata. Intanto perché sganciata dall'azione amministrativa, segnatamente da quella del sindaco Orlando, e poi perché l'incontro che c'è stato nella capitale ha una forte connotazione politica. C'è infatti il marchio dei renziani su un'inizativa che, oltre a mettere in risalto l'allarme per lo stato di salute delle infrastrutture cittadine, ha tanto il "sapore" di un nuovo acquisto. Totò Orlando aderirà a Italia Viva?

Niente di ufficiale ancora. E così il presidente Totò Orlando si è limitato a sottolineare che "le infrastrutture sono il vero motore dello sviluppo economico di un territorio. Principio che vale ancor di più in Sicilia e a Palermo che scontano un grave gap che va colmato in fretta per non perdere il treno della ripresa, come dimostra il caso del ponte Corleone". Sulla stessa scia Dario Chinnici, secondo cui "Palermo ha bisogno di interventi infrastrutturali che le consentano di superare vecchi problemi e di trasformarsi in un polo attrattivo per le imprese. Ci sono anni di ritardi che vanno recuperati velocemente grazie a una sana sinergia istituzionale".

Le parole di Chinnici marcano la distanza rispetto alla Giunta e, nello specifico, all'operato dell'assessore ai Lavori pubblici Maria Presigiacomo. La scorsa settimana in Consiglio, Italia Viva - gruppo che fa parte della maggioranza - ne ha chiesto le dimissioni. E in generale vorrebbe un azzeramento della Giunta. Il riferimento agli "anni di ritardi" e alla "sana sinergia istituzionale" va quindi ascritto alle mancanze della Giunta comunale, che durante gli ultimi nove anni di sindacatura targata Orlando non è riuscita a lasciare il segno in tema di infrastrutture. Anzi, i problemi si sono incancreniti.

Il caso del ponte Corleone è emblematico. Così come le diverse strade intraprese per cercare di risolvere i problemi. L'invito di Totò Orlando a nominare un commissario era stato mal digerito dall'altro Orlando, il sindaco Leoluca, che recentemente ha invece scritto al neo ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, per sollecitare "l'accesso al fondo nazionale della Protezione civile". Obiettivo: mettere in sicurezza un'opera fondamentale per la viabilità di Palermo. Una richiesta contenuta in una lettera che ha implicitamente confermato l'insufficienza degli interventi finora effettuati dal Comune, che si è cercato di nascondere dietro il paravento del finanziamento sfumato per il raddoppio del ponte Corleone (inizalmente inserito nel Patto per il Sud).

"Italia Viva ha presentato un 'piano shock' per sbloccare 120 miliardi di euro di opere ferme in tutta Italia - ha detto il senatore Davide Faraone -. Piano che con Teresa Bellanova al Mit trasformeremo in realtà, snellendo le procedure e rendendo più veloce la realizzazione di infrastrutture necessarie al rilancio dell’economia". Sarà così anche per Palermo?

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