Al Politeama flash mob del centrodestra, c'è anche Samonà: "Da Lega utile spinta alla Sicilia"

Il centrodestra ha scelto la data simbolo del 2 giugno per esprimere in tutta Italia il proprio dissenso nei confronti del governo Conte. Tra i manifestanti anche il neo assessore: "Grazie alla spinta che potrà dare la Lega, si potrà provare ad applicare a tutti i livelli il nostro Statuto"

Da sinistra Stefano Candiani, Alberto Samonà e Antonio Triolo

In una piazza le celebrazioni con le massime cariche istituzionali e i vertici delle forze dell'ordine, nell'altra gli esponenti del centrodestra. Sono le due facce di questa Festa della Repubblica. In piazza Vittorio Veneto e piazza Verdi si sono tenute le manifestazioni per il 2 giugno, al Politeama invece si sono ritrovati i seguaci di Lega e Fratelli d'Italia. Il centrodestra ha infatti scelto la data simbolo per esprimere il proprio dissenso, "forte e democratico", nei confronti del governo Conte e delle sue scelte. Flash mob sono stati organizzati in tutta Italia. Nel capoluogo siciliano, tra palloncini verdi, bianchi e rossi e bandiere tricolori, erano presenti anche l'assessore regionale alla Cultura Alberto Samon, la parlamentare Carolina Varchi, il senatore Stefano Candiani, segretario regionale della Lega, e
il commissario della Lega per la provincia di Palermo, Antonio Triolo. E ancora  i consiglieri comunali Francesco Scarpinato e Mimmo Russo (FdI), Andrea Mineo di Forza Italia.

Palermo celebra la Festa della Repubblica

"Oggi, 2 giugno, celebriamo l'Italia, una Repubblica fondata sul lavoro. Un Paese - ha sottolineato Candiani - dove in questo momento c'è gente che vuole tornare a lavorare, che vuole rimettere in funzione l'economia. Questo però viene impedito dalla burocrazia creata dal governo, che non riesce a dare risposte in grado di superare la crisi sanitaria e la crisi economica che ne è conseguita. Per questo siamo scesi in piazza, in maniera ordinata, in maniera corretta: per impedire che ci siano continuamente soprusi inseriti in decreti legislativi e in provvedimenti di legge che impediscono all'Italia di riprendere a lavorare e a vivere".

"In Sicilia la crisi economica è tragica - ha detto Triolo - . C’è il rischio di mandare a monte decenni di lotta alla mafia, perché dove lo Stato non c’è, l'anti Stato vince. Noi siciliani che siamo vissuti nel nome di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, che abbiamo vissuto la stagione delle stragi, che abbiamo portato in piazza la gente e che siamo andati in piazza con la gente da semplici cittadini piangendo i morti che l'hanno combattuta, non accetteremo che l'inettitudine di questo governo regali a cosa nostra la nostra isola, perché la Sicilia è nostra. Dei siciliani. E non sarà mai di cosa nostra”.

"La Lega dal 2015 è cambiata e da sempre nelle regioni in cui si è sviluppata ha lavorato per difendere le identità dei popoli e le tradizioni di quelle aree del Paese in cui la Lega è cresciuta", ha detto all'Adnkronos Samonà. "Faccio l'esempio della Sardegna in cui la Lega è federata con il Partito Sardo d'azione tanto da avere espresso il presidente della Regione Solinas - ha aggiunto - la Sicilia ha una grandissima tradizione autonomista, addirittura separatista. Ma ha un vulnus, la non completa applicazione dello Statuto. Un'autonomia a metà, potremmo dire. Forse anche grazie alla spinta che potrà dare la Lega, si potrà provare ad applicare a tutti i livelli il nostro Statuto. E noi siciliani non lo conosciamo spesso".  

"Siamo scesi in piazza insieme con le altre forze del centrodestra - ha chiarito Samonà - per dare voce ai milioni di italiani e alle tantissime imprese che vogliono ripartire ma che non hanno avuto risposte concrete da parte del governo Conte, nel quale si continua a litigare per le poltrone. La Lega è al fianco degli italiani che chiedono di poter tornare a lavorare, a vivere, dopo mesi in cui a causa dell'emergenza coronavirus il Paese si è fermato. Per farlo, però è necessario togliere i troppi lacci burocratici tra il cittadino e lo Stato. Solo così si potrà ricominciare a far crescere la nostra economia".

Nel pomeriggio in un'altra piazza ancora, piazza del Parlamento, si terrà anche una manifestazione proprio contro Samonà lanciata sul gruppo Facebook "No Beni culturali alla Lega Nord - Musumeci dimettiti!". In piazza verranno raccolte le firme per chiedere ai componenti dei gruppi parlamentari di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del governatore. 

"Se la critica si trasforma in proposta ben venga, quando si passa all'insulto non si può che non rispondere - commenta Samonà - Io sono molto legato all'identità della mia terra, all'identità della Sicilia. Che si protesti nel nome dell'identità ci può stare. Non mi sento di condannare chi oggi sarà in piazza, ma mi sento di dire da assessore ai Beni culturali e all'Identità siciliana che protestare è legittimo. Io, nel mio piccolo, cercherò di fare in modo che questo termine di identità siciliana non resti solo uno slogan ma che si traduca in un'azione di governo. A partire dai beni culturali ma anche le eredità culturali. Ieri ho incontrato il maestro Cuticchio e parlando dell'Opera dei pupi abbiamo parlato di un rilancio dell'Opera dei Pupi". "Al di là degli slogan - dice ancora Samonà - poi bisogna andare a guardare gli atti concreti, atti concreti di una terra che vuole ripartire anche dalla cultura e dai beni culturali".

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Articolo aggiornato il 2 giugno 2020 alle ore 15,35

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