Politica

Venturino e la sua uscita dal M5S: "Con le barricate non si fa politica"

Il vicepresidente dell'Ars: "Su di me falsità e illazioni, ho rinunciato a oltre il 50% degli emolumenti. Io messo alla berlina per aver avuto il coraggio di palesare una valutazione politica differente rispetto ai miei colleghi"

Antonio Venturino

“Ho solo avuto il coraggio di palesare una valutazione politica differente rispetto a quella dei miei colleghi e sono stato messo alla berlina. Ho in sostanza evidenziato, una posizione che rappresenta una cospicua parte degli elettori del 5 stelle, ovvero una posizione meno oltranzista sulla necessità di far partire un governo”. Risponde così Antonio Venturino alle polemiche scaturite per la sua uscita dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all'Assemblea regionale siciliana. "É la natura stessa della politica - dice Venturino -  del concetto di polis che fa del dialogo il nodo focale dell'attività di un rappresentante, morale se ci si candida a rappresentare i propri elettori facendo solo barricate, scusatemi ma questa non è politica, meglio starsene a casa ed attaccare via web, come sta succedendo in queste ore ai miei danni. Avendo il mio gruppo parlamentare sottolineato la questione restituzione, ricordo agli stessi ed agli attivisti che il problema restituzione emolumenti è avvenuto nel solo mese di marzo, quando per una serie di impegni istituzionali ho più volte avuto la necessità di spostarmi a Roma, così dello stipendio di marzo da cittadino all'Ars mi è rimasto ben poco, ecco perchè non ho materialmente potuto fare il bonifico per il microcredito, aspetto per me fondamentale e sul quale ho improntato la mia stessa linea politica e di vita, avendo sposato appieno il Movimento. La questione è diversa, va fatta chiarezza, ecco adesso un po di numeri. Il sottoscritto Antonio Venturino, cittadino mio malgrado ormai ex a 5 stelle, è il primo ad aver rinunciato a monte ad oltre il 50 per cento del proprio stipendio".

Lo stipendio lordo che spetterebbe al vicepresidente dell'Ars è pari a 20.309,53 euro, e Venturino, secondo quanto affermato in una nota, ne avrebbe percepiti ogni mese meno della metà, con oltre 13 mila versati nel calderone del microcredito. "A marzo non mi è rimasto nulla - continua Venturino- ed ho capito che se si vuole svolgere serenamente un mandato istituzionale non posso sottopormi alla gogna mediatica di chi mi attacca sul perchè una settimana ho speso 50 euro ed una 80 euro per il carburante. La rendicontazione è stata per me uno strumento di trasparenza importantissimo, ma quando questa deve trasformarsi in morbosità voyeuristica sulla mia vita è con sommo rammarico che devo fare un passo indietro, e forse nel movimento dovremmo farlo tutti. Avevo proposto ai miei colleghi di conferire con Beppe e proporre un tetto unico per tutti, in cui comprendere anche le spese, anziché 2.500 euro più spese rendicontate che significa trattenere sempre dai 4-5 mila euro al mese, avrei preferito che si ponesse un tetto anche pari a questi 5 mila euro in cui far entrare tutte le spese, senza quindi necessità di rendicontazione, divenuta ormai un assillo più che uno stimolo. È una questione sollevata non solo dal sottoscritto ma anche dai colleghi romani. Far politica ed avere responsabilità istituzionali di firmare carte, bilanci e documenti è cosa ben diversa dallo stare dietro ad un pc ed attaccare senza conoscere la realtà delle cose. A proposito della mia epurazione, ricordo che lo stesso sistema giudiziario mondiale, prevede diversi gradi, prima di appurare che uno debba andare in galera, non basta un sospetto per determinare la colpevolezza di un altro. Con le barricate non si fa politica - conclude - ma si rimane solo al piano della protesta e non della responsabilità di rappresentare un paese che forse per nostra cagione, abbiamo riconsegnato in mano a Berlusconi, tradendo la volontà di oltre 8 milioni e mezzo di italiani".

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