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Sicilia bocciata sui progetti per il Pnrr, il ministero: "Non rispettavano tutti i criteri, la Regione sapeva"

Dopo il "no" di Roma all'assessorato regionale all'Agricoltura, Scilla aveva attaccato: "Nemici, valutazioni sommarie". Ma dal Mipaaf replicano spiegando le irregolarità che hanno portato allo stop dei fondi. Nuova opportunità a novembre

"Nessuno dei 31 progetti di investimento presentati dai consorzi ed enti siciliani ha intercettato tutti i criteri previsti per la selezione dei progetti irrigui sul Pnrr". Si alza il livello dello scontro tra il governo regionale e quello nazionale dopo la sonora bocciatura ricevuta dalla Regione siciliana sui progetti presentati per la spesa dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ne sono stati approvati soltanto 31 su 63 totali. Dal ministero per l'Agricoltura, arriva una risposta secca e documentata a quelle che l'assessore regionale al ramo, Toni Scilla, aveva bollato come "valutazioni sommarie" o, addirittura, come l'atto politico di un ministro, Stefano Patuanelli, "nemico dell'agricoltura siciliana". "I criteri di ammissibilità per ottenere il finanziamento - scrive il Mipaaf in una nota - sono 23 e riguardano, tra gli altri punti, anche il livello di esecutività dell’opera, l’entità del risparmio idrico, la superficie oggetto di intervento, le tecnologie utilizzate e i benefici ambientali prodotti. Per essere ammessi, i progetti dovevano soddisfare tutti i 23 criteri previsti; di conseguenza, se anche un solo criterio non è stato soddisfatto, il progetto non può essere ammesso".

Errore della Regione, dunque, secondo il governo Draghi. Quello stesso governo che per il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché, leader del partito di Scilla, è il modello da seguire anche per la prossima legislatura in Sicilia. "Alla definizione della lista dei progetti ammissibili - spiega il ministero - si è giunti attraverso un processo selettivo portato a termine grazie ad un'apposita piattaforma informatica denominata Dania, gestita dal Mipaaf attraverso il Crea e che ha coinvolto gli enti proponenti, le autorità di distretto, le regioni e le province autonome".

Secondo la nota del Mipaaf, nella banca dati Dania, alla data di scadenza utile per la presentazione dei progetti su Pnrr, erano presenti in totale 61 progetti di enti irrigui della Regione siciliana. Per 32 progetti è stata inserita come fonte di finanziamento "Recovery Plan – Mipaaf", per uno i termini di inserimento erano errati. Pertanto gli enti della Regione siciliana hanno presentato in totale 31 progetti su Pnrr. I rimanenti progetti non sono stati candidati sul Recovery Plan.

"Tutti passaggi su cui i Consorzi, gli Enti irrigui e la Regione Siciliana erano perfettamente a conoscenza", precisa il ministero. E ricorda che c'è ancora una possibilità di finanziamento, perché "ha già concordato con le regioni un’ulteriore processo selettivo che si concluderà nel mese di novembre 2021, grazie ai fondi nazionali messi a disposizione dalla legge di stabilità, ammontanti a 440 milioni di euro. In tale contesto, potranno trovare spazio ulteriori progettualità, a condizione vengano risolte le criticità che ne hanno impedito il finanziamento con il Pnrr".

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