"Quei soldati che dispensavano sorrisi e cioccolata", la Liberazione vista dall'artista Madè

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Avevo allora 7anni e, nella villa del Barone Rosolino Ferrara che si trova allora a Palermo, nella centrale Via De Spuches, tutta circondata dal verde e di giardini che formavano il 'Firriato', venne impiantato il Comando Alleato. Ero diventato la mascotte di quei simpatici e, all'apparenza, spensierati soldati che dispensavano sorrisi, caramelle, cioccolata e che spesso alzavano il gomito. Con uno, in particolare, strinsi amicizia, si chiamava o forse lo chiamavamo Jo". Nel giorno del 71esimo anniversatio della Liberazione l'artista palermitano, oggi quasi ottantenne, Pippo Madè - di recente insignito dall'Università degli Studi di Palermo della laurea ad honorem in Scienze della Formazione continua - ci affida un suo personale ricordo di quei giorni.

"A lui - racconta Madè - ero molto legato, tanto che era diventato una sorta di amico di famiglia, in una famiglia abituata a vedere spesso ed a temere le divise che bussavano alla porta, per cercare mio padre, ben noto, unitamente ai fratelli, Antifascista, spesso condotto in caserma ed in una occasione, aiutato a fuggire a Chiusa Sclafani, dove rimase per ben 7 mesi, grazie alla soffiata di un'amico Carabiniere, il quale gli sussurrò 'scappa Rosario, i fascisti questa sera verranno ad arrestarti'.  Un giorno, per me molto triste, Jo lasciò Palermo, mi salutò prendendomi in braccio e non lo vidi mai più. In seguito, a guerra quasi finita, venimmo a sapere che Jo era caduto in Normandia, sulla spiaggia di Omaha, durante lo sbarco del 6 giugno 1944. A Jo ed a tutti quelli che hanno lottato e donato la loro vita, per la Libertà, desidero vada oggi, il mio commosso e affettuoso ringraziamento".

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