Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Terrorismo, il ministro Pinotti a Palermo: "La base di Sigonella non coinvolta"

Il titolare della Difesa in città per la manifestazione "Panorama d'Italia" ha partecipato alla presentazione del libro di Bruno Vespa "Donne d'Italia". "Le geografie del terrore - ha detto - stanno creando dei legami fra loro"

Foto tratta da Twitter

"In Sicilia c'è una base importante come quella di Sigonella, ma in questi scenari non è particolarmente coinvolta. Diverso sarebbe se gli scontri fossero in Libia. Al momento è attiva la base in Kuwait dalla quale partono i nostri aerei per fare ricognizione in Iraq". A dirlo è il ministro della Difesa Roberta Pinotti, oggi a Palermo per la presentazione del libro di Bruno Vespa "Donne d'Italia", nell'ambito dell'iniziativa "Panorama d'Italia - Tutto il mondo visto da vicino".

Il ministro ha spiegato che "L'Italia è molto impegnata nella coazione anti Isis. Siamo il primo contingente tra i Paesi europei, e facciamo un lavoro estremamente importante perchè stiamo addestrando i 'peshmerga' che stanno riconsuqinstato diverse città". "Noi da subito abbiamo individuato come un nemico dell'umanità intera - ha detto Pinotti -, non soltanto dell'Occidente o del nostro Paese, ma anche dei musulmani moderati. Ovviamente sulla base delle evoluzioni che ci saranno come siamo impegnati già ora anche in molti teatri, valuteremo le diverse necessità. Nel decreto missioni approvato dalla Camera con un ampio voto, e questo è positivo per i nostri militari in missione, si è deciso un aumento dei nostri uomini in Iraq, che arriveranno 750, e un aumento anche in Afghanistan, perchè anche in Afghanistan la possibilità che Al Qaeda e Isis si avvicinino esiste".

Per il ministro della Difesa Roberta Pinotti è difficile dare una risposta certa all'esistenza di legami fra gli attentati di Parigi e quello che è accaduto in Mali, dove oggi alcuni terroristi hanno perso d'assalto l'hotel Radisson Blue di Bamako. "Dare una risposta certa è difficile - ha detto nel suo intervento - Non c'è dubbio invece che le geografie del terrore stanno creando dei legami fra loro: penso che Boko Haram, Al Qaeda, Isis abbiano contatti tra di loro, i tentativi di collegamento sappiamo che ci sono. In Mali i francesi sono presenti in maniera significativa - ha aggiunto - ma non posso dare per certo che queste connessioni esistano, anche se possono esistere nella costruzione di una strategia del terrore anche laddove non esistano contatti".

"Il governo - ha ribadito il ministro negando divisioni nell'esecutivo - ha un'unica posizione. Con il ministro degli Esteri e il presidente dl Consiglio discutiamo sempre insieme: c'è sempre una sintesi. Certo il ministro dal Difesa per suo ruolo parla di truppe, strategie ma il mettergli l'elemento in testa è solo legata al ruolo".


 

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