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Piano rifiuti bocciato dal Cga, Rifondazione Comunista: "Inefficienze generano malaffare"

Dopo che i giudici amministrativi hanno dovuto sospendere il loro parere sul provvedimento della Regione, definendolo sostanzialmente un "pastrocchio", sul caso interviene anche Prc Sicilia: "La nostra terra rischia di diventare una grande discarica a cielo aperto"

"Mentre il Cga stronca il Piano rifiuti, la Sicilia si appresta a diventare una grande discarica a cielo aperto di "munnizza". Nessuno lo dice ma tutti lo sanno, anzi lo vedono". E' molto dura la presa di posizione del segretario regionale di Rifondazione Comunista, Mimmo Cosentino, dopo che i giudici amministrativi - come anticipato da PalermoToday - si sono visti costretti a sospendere il parere sul Piano presentato dalla Regione che, dopo decenni di gestione emergenziale dei rifiuti, dovrebbe invece riordinare il settore.

"Il settore rifiuti siciliano è tra i più inquinati sia sotto il profilo ambientale che mafioso - si legge in una nota di Prc Sicilia - e a questo giudizio oramai storico va aggiunta la nota recente del Consiglio di giustizia amministrativa che ha rinviato il Piano rifiuti presentato dal governo regionale. Il documento è stato definito sostanzialmente confusionario poiché 'risulta oltremodo difficile scorgere le norme effettivamente prescrittive e discernere queste da quelle puramente descrittive, esortative o indicative di semplici direttive o di intenzioni' e quindi tale da 'determinare conseguenze nefaste in fase applicativa'. Inoltre il Piano è 'non lineare sotto il profilo sintattico'. Non si ricorda un giudizio così tranciante verso un'amministrazione".

Per Prc Sicilia, la Sicilia sarebbe dunque destinata a diventare una grande discarica: "I mucchi di spazzatura che incorniciano le strade della nostra terra hanno una vita: crescono, si allargano, si riducono, prendono fuoco, si riformano mutando forma; la cosa più grave è che oramai caratterizzano l’intero territorio. La 'munnizza' è diventata contagiosa, come la peste e più è trasmissibile più il territorio rischia di precipitare verso un emergenza rifiuti che è lo spazio vitale dove la peste trova il suo compimento. L’emergenza è la corsia preferenziale - recita ancora il documento - che mette ogni regola in soffitta e avvia percorsi tortuosi dove le mafie la fanno definitivamente da padrone. Nella parola emergenza si nascondono tutte le incapacità politiche e istituzionali della Sicilia. E' forse a questo a cui si punta? Si sta cercando oltre all’allarme sanitario anche quello ambientale e quindi l’emergenza rifiuti?", si chiede Rifondazione Comunista.

La presa di posizione è netta: "Sappiamo come funzionano queste cose: le istituzioni non vogliono problemi, la politica ha bisogno di voti e le imprese del settore vogliono gli appalti; si metteranno d’accordo e si creerà una rete perfetta e inossidabile. Il modello ha già funzionato in altre regioni dove l’emergenza è rimasta tale ma la distribuzione di risorse pubbliche è cresciuta esponenzialmente, con le mafie che sono diventate agenzie di servizi e di collocamento. Se vogliono continuare ad appestare e incenerire il futuro di questa terra, il percorso tracciato, fatto di incapacità politiche e amministrative, è perfetto. Ma da sempre le incapacità agevolano le mafie", conclude Prc.
 

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