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Piano rifiuti, c'è l'ok della commissione Ambiente dell'Ars: sui termovalorizzatori parola ai Comuni

"Ai territori - si legge nel documento - spetta la libertà di programmare gli impianti e scegliere il tipo di tecnologia". Il testo passa con il voto contrario del M5S; assenti i deputati di Pd e Attiva Sicilia. Critiche dai pentastellati, scontro tra il dem Barbagallo e l'Udc Lo Curto

C'è l'ok della commissione Ambiente dell'Ars al piano rifiuti presentato dalla Giunta Musumeci. Il via libera è arrivato con il voto contrario del Movimento 5 Stelle; mentre erano assenti i deputati del Pd e di Attiva Sicilia. Il piano "non esclude o favorisce alcuna tecnologia", contemplando quindi in linea di principio anche i termovalorizzatori. "Ai territori spetta la libertà di programmare gli impianti, scegliere il tipo di tecnologia da adottare e inserirli nella propria pianificazione".

"La Regione Siciliana - si legge nel piano - entro i prossimi 5 anni effettuerà le valutazioni ambientali, tecniche, economiche e di potenzialità di innovazione, fermo restando che (se e allorquando sarà entrata in vigore la nuova disciplina sulla governance) i soggetti deputati alla realizzazione del piano saranno gli Ato o chi per essi". 

“Una grande occasione sprecata, non si risolverà un bel nulla e si scaricheranno le responsabilità sui Comuni. Non potevamo avallare questa follia". Così i deputati del M5S, componenti della commissione Ambiente dell'Ars, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito, a commento del loro voto negativo in commissione sul piano regionale dei rifiuti. "Questo piano - aggiungono - non risolve nulla, perché scarica tutte le responsabilità sui Comuni, i quali dovranno stabilire quali e quanti impianti costruire all'interno degli ambiti territoriali. Musumeci dopo tre anni di silenzio assordante nel quale non ha fatto alcun passo in avanti per risolvere l'emergenza dei rifiuti, oggi se ne esce con un documento col quale se ne lava le mani. Il piano si limita a fotografare l'esistente, senza dire nulla per il futuro. Nemmeno un cenno viene fatto ai tanto decantati inceneritori, sui quali noi restiamo contrari. Nulla sulle discariche esistenti e nulla sugli impianti di recupero. Sarebbe bastato un solo voto contrario in più oltre ai nostri, per bocciare il piano e rimetterlo in discussione. Stupisce e dispiace l'assenza dei deputati di Attiva Sicilia che da sempre si sono professati a tutela dell'ambiente. Oggi la loro assenza è pesata enormemente. Vogliamo sperare che non sia stata studiata a tavolino per fare un assist al governo". 

Si dice "molto deluso" anche il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, che spiega: "Dopo vent’anni, ci aspettavamo di più e meglio, qualcosa di serio e concreto. Sarà questa un’altra occasione persa per la Sicilia, altro tempo inutilmente perso per arrivare alla gestione virtuosa dei rifiuti". Critiche alla coalizione che sostiene il governo Musumeci dal deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo: "Il centrodestra non si smentisce mai e va avanti con imboscate e toccate e fuga. E' successo anche questa mattina in commissione Ambiente all’Ars. Non abbiamo partecipato al voto sul piano rifiuti perché ieri avevamo chiesto di votare martedì prossimo per approfondire le circa 500 pagine del piano rifiuti. Ma le nostre richieste non sono state accolte. Ancora una volta il centrodestra anziché far prevalere la logica della condivisione ha fatto valere quella del braccio di ferro. Bisognava eseguire gli ordini di approvazione immediata. Non vorrei essere profetico ma questo piano rifiuti non sta in piedi".

In difesa del governo e dell'operato dell'assessore Pierobon (nominato in quota Udc), la capogruppo dello scudocrociato all'Ars Eleonora Lo Curto: "Il piano rifiuti proietta la Sicilia verso una gestione virtuosa e ordinaria dopo decenni di emergenza. Rispettiamo le critiche che l’opposizione ha mosso, perché rientrano certamente nella normale dialettica politica. Certo fanno sorridere le esternazioni sul piano tecnico verso uno degli esperti più accreditati in Italia nel settore dei rifiuti, quando peraltro in IV commissione le stesse sono state abbondantemente disarticolate, confutate e smontate punto su punto. Sui rifiuti questo governo sta mettendo ordine dopo decenni di oligopolio, dove chi ha governato non si è preoccupato di mettere in chiaro tutte le zone grigie nelle quali si annidavano gli interessi dei privati a scapito dei cittadini, come bene ha evidenziato la commissione Antimafia".  

"La Sicilia - conclude Lo Curto - fa cosi un grande passo avanti con un piano già preventivamente asseverato dall’Unione europea e che, nonostante la narrazione delle opposizioni, non è mai stato bocciato dal ministero dell’Ambiente. Oggi inizia una pagina nuova nel settore dei rifiuti, ed è singolare che proprio chi lo ha fortemente criticato come il segretario del Pd Anthony Barbagallo, senza che il governo Crocetta di cui faceva parte ne avesse mai realizzato uno, oggi non abbia partecipato al voto".

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