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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Piano per salvare Palermo dal default: la Giunta approva l'accordo con lo Stato

Pronta l'ultima bozza, ora manca il via libera definitivo da Roma. Per i contribuenti previsti nuovi aumenti Irpef. Forello contesta la delibera: "Orlando non ha ascoltato il Consiglio"

La Giunta blinda l'accordo con lo Stato per riequilibrare i conti del Comune approvando l'ultima bozza del piano che dovrà essere sottoposto al vaglio di Roma. Per l'intesa che eviterebbe il default di Palermo adesso manca solo la firma definitiva. Il piano finale è stato approvato in extremis ed è stato inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Comune dovrà garantire la copertura di almeno un quarto dei 180 milioni stanziati dallo Stato, pari a 45 milioni di euro nel ventennio 2020-2040. Il Comune - con riferimento agli incrementi Irpef - si è assunto anche l’impegno di incrementare dell’0,5% l'anno la capacità di riscossione dell’ente.  Tuttavia nel piano di riequilibrio è previsto il raddoppio dell'aliuquota Irpef dallo 0,8 all'1,6%.

Forello: "Orlando non ha ascoltato le nostre richieste"

Non nasconde tutto il suo disappunto il consigliere del gruppo Oso, Ugo Forello, che punta il dito contro Orlando: "Nonostante - dice - il sindaco fosse stato convocato in consiglio comunale il 22 marzo, prima, e il 29 marzo per riferire sul redigendo accordo con lo Stato, non si è presentato, manifestando la propria disponibilità a venire in consiglio il prossimo 6 aprile. Nel frattempo, senza avere comunicato nulla, oggi, nelle stesse ore in cui si riuniva il consiglio comunale, la giunta municipale, alla presenza del sindaco, ha approvato la deliberazione relativa all’accordo che ripropone, in termini uguali, il contenuto del cosiddetto delibato (atto atipico e irrituale) già approvato in giunta lo scorso 18 marzo".

Le contestazioni all'accordo

Proprio prima di quel via libera, Forello, insieme al consigliere Giulia Argiroffi, anche lei di Oso, aveva già contestato il piano. Due in particolare i punti dell'imminente accordo fra Stato e Comune che non convincono affatto: quello in cui viene consentito un aumento senza limiti dell'addizionale Irpef per far quadrare i conti e quello che impedisce modifiche del patto fra l'amministrazione e il governo centrale per il primo quinquennio successivo alla firma. Un vincolo per i prossimi cinque anni.

Le possibili conseguenze per i cittadini

In altre parole, per i cittadini all'orizzonte sono previsti aumenti dell'Irpef e una serie di misure lacrime e sangue. Oltre all’imposta sui redditi delle persone fisiche, infatti, ci saranno anche rincari sui canoni portuali e di locazione; nonché la dismissione delle quote azionarie detenute dal Comune, la riduzione della spesa corrente e una serie di altri provvedimenti, ad esempio sul personale, che andranno calendarizzate nei prossimi vent'anni.

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