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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica

Comune, c'è il parere dei revisori al piano di riequilibrio: "Relazione alla Ponzio Pilato"

Il consigliere di Oso, Ugo Forello, bolla così l'intervento del Collegio. Per la Giunta Orlando invece il percorso avviato per raddrizzare il bilancio "è stato messo in sicurezza finanziaria e giuridica". Il partito del dissesto? "Ormai è definitivamente improduttivo". Restano però confermate le perplessità del ragioniere

Per la Giunta comunale il parere del Collegio dei revisori mette "in sicurezza finanziaria e giuridica il piano di riequilibrio"; per una parte dell'opposizione si tratta invece di una "relazione neutra", in linea comunque con le perplessità del ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, che aveva chiesto il dissesto funzionale dell'ente.

Rispetto dunque alle due posizioni agli antipodi - da una parte quella dell'amministrazione Orlando, supportata dal segretario Le Donne, dall'altra quella del ragioniere Basile - il parere rilasciato dai revisori (Salvatore Sardo, Carmelo Scalisi e Vincenzo Traina) non fornisce al Consiglio comunale elementi dirimenti. Il piano, che per legge sarebbe dovuto passare al vaglio di Sala delle Lapidi oggi, per effetto di una specifica norma approvata in Senato è stato spostato al 31 gennaio prossimo. Sarà un mese intenso perché, come sottolinea Ugo Forello (gruppo Oso), "non vi è certezza che il supporto economico deciso a Roma sia sufficiente a raggiungere il pareggio di bilancio". 

I revisori concordano con il ragioniere generale nel ritenere che nel bilancio del Comune ci siano "gravi fattori di squilibrio strutturale" per quanto riguarda "gli obblighi di accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (181,8 milioni per il 2021); i nuovi obblighi di accantonamento al Fondo rischi legali (ci sono 85,4 milioni non 'coperti'), intervenuti nel 2021 per l’aggravarsi delle soccombenze nei contenziosità; i nuovi debiti fuori bilancio (25,7 milioni), la mancata approvazione delle tariffe Tari 2021 (che determina uno squilibrio di 18,8 milioni); il ricorso all’anticipazione onerosa di tesoreria e all’utilizzo in termini di cassa delle entrate a destinazione vincolata. L’anticipazione di tesoreria non restituita al 31 dicembre 2020 è pari a 48,6 milioni, mentre l’utilizzo in termini di cassa delle entrate a destinazione vincolata alla medesima data ha assunto il valore di 187,6 milioni. L'importo delle passività da ripianare ammonta a 438,3 milioni". Preoccupa anche la situazione delle società partecipate che, aggiungono i revisori, "allo stato rasenta l'ingovernabilità, con disallineamenti (circa 40 milioni), perdite d’esercizio e ritardi nell'approvazione dei bilanci". 

Per far quadrare i conti, il Comune dovrebbe coprire un deficit che nel 2021 ammonta a 71,6 milioni; nel 2022 a 56,2 milioni e nel 2023 a 52,9 milioni. Da Roma, tra decreto fiscale e legge di bilancio, arriveranno una serie di finanziamenti fino al 2042, che secondo l'amministrazione Orlando, confermano la bontà del piano ventennale di riequilibrio. Il contributo una tantum dello Stato per bilancio 2021, destinato alla riduzione del disavanzo, è di 70 milioni; poi ci sono i fondi per i capoluoghi delle Città metropolitane: 24 milioni, 47 milioni, 47 milioni, 39 milioni (dal 2022 al 2025) e 16 milioni dal 2026 al 2042. "Con la definizione di tale percorso - scrive la Giunta - si può considerare del tutto tolto ogni argomento giuridico e finanziario contrario alle scelte effettuate".

Non la pensa così Forello, che parla di una "relazione alla Ponzio Pilato" da parte dei revisori e attacca la Giunta: "Fa propaganda politica sulla pelle dei cittadini. Questo piano di riequilibrio è peggio del dissesto". Per Orlando però "il partito del dissesto appare definitivamente improduttivo per le finanze comunali (non avendo debiti) e devastante per lavoratori e cittadini". Non va però dimenticato che il sostegno economico garantito dallo Stato è vincolato a pesanti condizionalità che porteranno ad un aumento dei tributi, se necessario anche oltre i limiti di legge. Ad esempio l'addizionale Irpef (fino al 1,44%) e la Tari, in uno scenario in cui il Comune non riesce ancora a raggiungere "risultati minimali relativamente alla riscossione".

Per riequilibrare i conti, il Comune dovrà potenziare la capacità di riscossione, ridurre costi e affitti, riorganizzare il personale, recuperare nuove entrate tramite la vendita degli immobili (25 milioni) e mettere sul mercato le quote dell'unica società che produce utili: la Gesap (il pacchetto azionario è stato stimato in 22,1 milioni),

"La programmazione della riduzione delle spese deve tenere conto di un bilancio già ingessato, minato da possibili debiti a sorpresa da parte delle società partecipate". Così scrivono i revisori, che nelle conclusioni della loro relazione, auspicano "un'inversione di tendenza della riscossione (coattiva e non coattiva), che al momento non dà sufficiente garanzia di riuscita del piano di riequilibrio neppure a seguito della sostituzione di Agenzia delle Entrate Riscossione a Riscossione Sicilia".

"Alla luce di come è impostato - concludono Sardo, Scalisi e Traina - si ritiene non possibile poter costruire un piano di riquilibrio efficiente ed efficace, basandosi sulle sole risorse dell'ente, Né è ipotizzabile una maggiore riduzione della spesa, se non marginale, rispetto all’attuale stretta applicata".

"Orlando - afferma il consigliere della Lega Alessandro Anello - dice che il piano approvato in fretta e furia dalla Giunta il 20 dicembre sia uno strumento dinamico, attento alle esigenze della città, che consentirebbe in qualunque momento di adeguare gli interventi finanziari alle esigenze dei cittadinii: falso! Quello che i palermitani devono sapere è che si tratta di un piano che ha il parere contrario del ragioniere generale, un piano dove si ipotizza di potere portare la capacità di riscossione del Comune dal 48% al 75%, a fronte di una media nazionale del 59%. Irrealistico. Orlando mente sapendo di mentire. Il voto differito al 31 gennaio 2022 in Consiglio comunale per l'approvazione del piano di riequilibrio è una vittoria di Pirro per il sindaco Orlando. Oggi il primo cittadino non sarà travolto dall'onta del dissesto, ma l'eventuale approvazione del piano di riequilibro non cambierà comunque la storia del suo personale fallimento che peserà sulle tasche dei palermitani e sul futuro della città".

Nell'opposizione, però, c'è anche chi vede qualche spiraglio. E' il caso di Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia: "Il Consiglio potrà apportare dei correttivi al piano di riequilibrio in modo tale da non penalizzare oltremodo i palermitani e i lavoratori del Comune". 

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