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Piano di riequilibrio bocciato dal ministero dell'Interno, a rischio il Patto per ottenere i 180 milioni dallo Stato

Il Viminale sul documento approvato dalla giunta: "Contenitore di misure in gran parte subordinate ad entrate nuove al momento non certe". Chiesto un riscontro urgente al sindaco e al segretario generale. Ferrandelli e Forello: "Orlando ha mentito alla città, noi al lavoro per evitare il fallimento"

A rischio il Patto fra l'amministrazione comunale di Palermo e lo Stato per l'arrivo di 180 milioni di euro nelle casse di Palazzo delle Aquile per evitare il default. Il ministero dell'Interno ha infatti contestato una serie di anomalie nel piano di riequilibrio approvato dalla giunta guidata Leoluca Orlando. "Il piano di riequilibrio adottato, si presenta quale contenitore di misure in gran parte subordinate ad entrate nuove al momento non certe, che condizionano, di fatto, l’intero impianto del piano medesimo", si legge nella lettera che il dipartimento Affari Interni e Territoriali del Viminale ha inviato al Comune e per conoscenza anche alla Prefettura e alla Corte dei Conti.

Ferrandelli: "Si chiude era bugie Orlando"

"Con oggi si chiude l’era delle bugie di Leoluca Orlando. Si è dimostrato vero ancora una volta quello che avevamo sostenuto in Aula: il piano di riequilibrio contiene numeri falsi e non verificati. Non lo dice Fabrizio Ferrandelli, ma il ministero dell’Interno che, grazie alle nostre denunce, ha scritto ufficialmente a sindaco e segretario Generale chiedendo riscontro urgente su tutto quello che non torna nel documento presentato. Si tratta di una situazione gravissima che mette una pietra tombale sull’ultimo decennio amministrativo. Noi siamo già al lavoro perché dobbiamo evitare il peggio: se Palermo fallisce, fallisce la Sicilia. Se fallisce la Sicilia fallisce il Sud. Per questo abbiamo insediato una task force di esperti, coordinata da Ugo Forello - e alla quale stanno lavorando esperti di livello nazionale - che già ben conosce lo stato dei bilanci comunali (non come Lagalla che non sa neppure che il previsionale 2021 non è stato approvato) e sta già studiando un pacchetto di misure da varare nel corso della nostra prima giunta”, ha dichiarato Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco per Palermo, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza.

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Forello: "Ecco tutti i rilievi del ministero"

Gli ha fatto eco Ugo Forello, già candidato sindaco nel 2017, oggi consigliere comunale ricandidato a sostegno di Ferrandelli: “Il ministero degli Interni, anche in forza della segnalazione dell'1 febbraio 2022 da noi fatta, ha disposto un’istruttoria urgente entro 30 giorni". L'istruttoria è quella appena trasmessa a Palazzo delle Aquile. "Il ministero  - continua Forello - denuncia la mancanza di diversi elementi per raggiungere il riequilibrio, come ad esempio: le misure dell’incremento della riscossione dei tributi locali (Tari) – del circa 10% a partire dal 2022 fino al 25% a partire dal 2024 – di cui non c’è traccia e che costituirebbero, insieme all’addizionale Irpef, uno dei due fondamentali pilastri del piano. Anzi, secondo i dati della riscossione del primo trimestre 2022, si è registrata una preoccupante flessione dell'8% del tasso della riscossione, con un gap rispetto alle previsioni del piano di 18 punti percentuali".

Il ministero inoltre contesta, spiega Forello, "l’approvazione della deliberazione sull’aumento dell’addizionale Irpef, la cui proposta, invece, è stata bocciato dal Consiglio Comunale; la firma dell’accordo con lo Stato che, al momento, non solo non è stato definito ma non è stato nemmeno preventivamente approvato dall’organo consiliare; Il credito di 111.076.500,00 € che la società partecipata Amat reclama nei confronti del Comune di Palermo, non inserito del fondo rischi soccombenza che mina ulteriormente il sistema finanziario della città; la mancata approvazione propedeutica e necessaria del bilancio di previsione 2021-2023 e 2022-2024".

Lagalla: "Piano con evidenti criticità"

Sulla vicenda è intervenuto anche il candidato a sindaco del centrodestra, Roberto Lagalla: "Come ripetutamente da me dichiarato nelle ultime settimane, il piano di riequilibrio del Comune di Palermo presenta evidenti criticità e, soprattutto, manca di veridicità contabile. La censura del ministero dell'Interno conferma i nostri sospetti e pone evidenti responsabilità in capo all'Amministrazione uscente". Secondo Lagalla "è più che mai necessario un decisivo cambio di passo capace di recuperare, su nuove basi, il rapporto con il governo nazionale, per garantire alla città un equilibrato risanamento dei conti dal quale ripartire per avviare un nuovo e diverso processo di crescita della comunità".

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