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Piano farmacie, aggiornamento al palo: "Situazione paradossale"

Tutto è ancora fermo nonostante il Tar con vari pronunciamenti abbia imposto al Comune di effettuare i decentramenti. Anello (Ncd): "L'Amministrazione ha pensato di rimodulare gli uffici di competenza o sostituire i dirigenti"

Era già vecchio quando è stato approvato nel 2014, perché redatto sulla base del censimento effettuato quattro anni prima. Ed ora che dovrebbe essere aggiornato, "il piano farmacie non è stato nemmeno trasmesso agli uffici di competenza". A denunciarlo è il capogruppo di Ncd, Alessandro Anello, che si è preso la briga di interpellare dirigenti e funzionari che dovrebbero rimettere mano al piano. Risultato? "Gli uffici non hanno ancora ricevuto il piano approvato dal Consiglio nel 2014 - risponde Anello - e non sanno nemmeno dove si trovi. Una situazione davvero paradossale".

alessandro anello-2Per legge, il piano farmacie va approvato ogni due anni. A conti fatti, dunque, entro dicembre. "A tre mesi dalla fine del 2016 - prosegue l'esponente di Ncd, vicepresidente della commissione consiliare Attività produttive (nella foto a destra) - l'amministrazione comunale, anziché mandare in Consiglio il piano aggiornato per l'approvazione, ha pensato di rimodulare gli uffici di competenza o sostituire i dirigenti. Siamo al quinto cambio in soli due anni del dirigente a capo del servizio. Anche in questo settore la Giunta Orlando sta fallendo: il piano è stato sballottato tra ufficio Statistica, Toponomastica e Suap senza nessun intervento, con buona pace dei decentramenti delle farmacie che da anni sono in attesa".

Un ordine del giorno passato in Consiglio all'unanimità, allorché nel 2014 è stato approvato il piano, impegna l'amministrazione a procedere ai decentramenti richiesti dalle farmacie. Tutto però è ancora fermo, nonostante il Tar con vari pronunciamenti abbia imposto al Comune di adeguare il piano. L'avvocatura comunale però - sulla scorta di una sentenza della Corte di Cassazione sul caso di una farmacia di Bari - ritiene che la competenza in materia sia della Regione. Ne è nato un ping pong con Palazzo d'Orleans che ha "paralizzato" ogni attività. "E' davvero assurdo - commenta Anello - dover attendere le sentenze dei tribunali per poter avere ciò che invece un buon amministratore avrebbe dovuto autorizzare senza appellarsi ad ipotetici conflitti di competenza. In più costringere le aziende, in perfetta regola per ottenere i trasferimenti, ad attendere anni per ottenere il decentramento mette inutilmente a rischio posti di lavoro". 

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