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"Crocetta ricandidato? Da matti dire sì adesso, faremo le primarie"

Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, chiudendo i lavori della "Leopolda siciliana" torna a parlare delle elezioni regionali del 2017. Formalmente ancora lontane, sono state occasione di "scintille" con il segretario regionale Raciti

Lo stato di salute dell'Isola, il lavoro, la legalità, ma anche gli equilibri interni al Pd, il travagliato rapporto con il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e le prime schermaglie in vista delle elezioni del 2017 per trovare il suo successore. C'è tutto questo nella "Leopolda siciliana" voluta dal sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone e "andata in scena" nelle ex fabbriche Sandron. Una tre giorni di lavori segnata anche dall'irruzione dei lavoratori Almaviva ai quali è stata concessa la parola portando sul palco tutta la loro ansia per i licenziamenti sempre più vicini.

ELEZIONI 2017 TRA POLEMICA E IRONIA - Tra i temi che hanno acceso il dibattito ci sono le elezioni regionali del 2017. Formalmente ancora lontane, ma già occasione di uno scontro a distanza tra Faraone e il segretario regionale dem Fausto Raciti.
A dare il via alle scintille è stato proprio quest'ultimo. "C'è un proverbio africano che recita: 'Chi corre da solo arriva prima, chi cammina insieme arriva lontano'. Io penso che il compito del Pd sia quello di camminare insieme per provare ad arrivare il più lontano possibile. Ci sarà lo spazio di discussione all'interno del Pd quando sarà arrivato il momento. Dobbiamo avere la capacità di fare scelte e assumerci responsabilità come partito. Dobbiamo fare il massimo e impegnarci per lasciare una Regione in ordine prima alla prossima legislatura. Abbiamo il dovere di continuare a impegnarci in questo anno e mezzo", ha detto dal palco. Parole pesanti, quasi un monito al "padrone di casa" Faraone, che poche ore prima aveva parlato della possibilità di un candidato renziano alle prossime regionali.

La replica del sottosegretario ha la forma di una metafora sportiva. "Pantani  - ha detto - rimonta e man mano i suoi compagni lo lasciano, lo hanno fatto rimontare, a un certo punto Pantani è scattato e ha vinto la tappa. E' una rappresentazione di quello che io intendo per gioco di squadra e affermazione di leadership. Gioco di squadra non vuole dire aspettare i tuoi compagni fino in fondo. Se hai più fiato, arriva il momento in cui lasci che chi ti ha accompagnato fin qui ti lascia fare la rimonta. Senza la squadra, Pantani non avrebbe potuto rimontare. Insomma, la leadership è possibile solo se si costruisce insieme un gioco di squadra, perché vinca il suo capitano. Renzi senza la comunità non sarebbe un leader - ha detto ancora Davide Faraone - . Lo stesso accade qui in Sicilia. Questo è come interpreto io il gioco di squadra, non come appiattimento di una leadership, ma l'esaltazione che fa vincere la squadra. Dalle esperienze del ciclismo si possono fare emergere esperienze di buona politica. Ovviamente il mio riferimento è casuale...".

E nel suo intervento di chiusura della kermesse, Faraone ha rincarato la dose: "Se io vi dichiarassi il sostegno a Crocetta che si vuole ricandidare mi considereste da trattamento sanitario obbligatorio. Se dicessi di andare avanti come se non fosse successo nulla sarei una persona inaffidabile".  E rispetto comunque al sostegno del Pd al governo Crocetta, con assessori in carica designati anche dall'area renziani, Faraone ha sottolineato: "Noi governiamo, si arriverà alla scadenza della legislatura, per costruire il futuro, lo stiamo facendo con gli assessori".  E in merito a una sua possibile candidatura in prima persona: "Chiunque si vorrà candidare per la presidenza della Regione Siciliana potrà farlo, ci saranno le primarie. Uno di noi sarà candidato, assolutamente in alternativa a quello che finora è stato fatto. Siamo in campagna elettorale, questo tema è una costante per chi decide di fare politica. Stiamo cercando di rimettere in ordine i conti della Regione e al tempo stesso ascoltiamo i cittadini che hanno voglia di cambiare".

LEGGI ANCHE: "Chi non vuole partecipare ritiri gli assessori", nervi tesi tra Crocetta e Faraone

ANTIMAFIA - Nella tre giorni di lavori spazio anche per il tema della legalità e dell'antimafia. "Ho cercato un sinonimo di antimafia ma non l'ho trovato, allora dobbiamo cacciare chi ha utilizzato questo termine in modo improprio per fini personali", ha detto Faraone.
A riaccendere l'attenzione sul tema è stato il pasticcere Santi Palazzolo, il pasticcere dell'aeroporto di Palermo che un anno ha denunciato e fatto arrestare l'ex vicepresidente della Gesap Roberto Helg. Helg, fino a quel momento volto simbolo dell'antimafia. "Ho ricevuto la richiesta di pizzo - ha ricordato - non da un mafioso o un delinquente, ma da un insospettabile, un rappresentante dell'antimafia. Colui che poco prima mi aveva fatto firmare il codice etico in cui mi impegnavo a denunciare eventuali estorsioni subite".

giannini2_leopolda-2IL MINISTRO GIANNINI - Ospite dell'ultima giornata di lavori, la titolare del ministero dell'Istruzione Stefania Giannini (nella foto a destra). "Il bello - ha esordito - deve ancora venire, abbiamo nove deleghe pesanti sull'Istruzione, tra cui scuola superiore e università e ricerca". "Dobbiamo accogliere l'appello e la provocazione di chi vuole un piano Marshall per l'università - ha proseguito -. Dobbiamo dare a tutti i ragazzi la possibilità di approfondire i propri studi. Se non rimettiamo al centro questo non potremo vedere i frutti della scuola forte che abbiamo cercato di costruire. Per prima cosa dobbiamo costruire un vero diritto allo studio per tutti gli studenti, incrementare le risorse, come abbiamo anche fatto. E realizzare una politica delle borse di studio e servizi, degna di tale nome in tutte le parti del Paese". "In questi due anni - ha aggiunto - abbiamo lavorato a un processo complesso, sul valore dei capitali umani e della loro possibile crescita. Bisogna riportare la scuola al centro del dibattito valorizzando il suo ruolo, questo è il punto di partenza di un Governo che ha creduto nel cambiamento e questo lo abbiamo fatto. Il tema del precariato era una piaga, non era facile cominciare a occuparsene ma l'abbiamo fatto perchè quando parliamo di capitale umano non ci rivolgiamo solo agli studenti ma anche agli insegnanti, responsabili morali del percorso di crescita. Abbiamo bisogno ancora di sostegno perchè la scuola continui a credere che questa sia la strada giusta".
Un passaggio è stato dedicato anche alla vicenda di Giulio Regeni: "Non vogliamo perdere nessuna traccia - ha garantito Giannini - ne' scientifica ne' umana, su questo ci stiamo impegnando fortemente in questi giorni".

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