Parchi gioco inclusivi: dall’assessorato alla Politiche sociali via libera alla graduatoria

L’assessore regionale alle Politiche sociali, Antonio Scavone: "Useremo 3,8 milioni per creare 96 parchi gioco, in altrettanti comuni, dedicati a bambini con disabilità e non"

E’ stata approvata e pubblicata sul sito dell’assessorato Famiglia la graduatoria per la creazione di parchi gioco inclusivi. 96 le istanze ammesse a contributo in altrettanti comuni dell’Isola, 74 i progetti ammessi ma non finanziati per carenza di risorse mentre 122 hanno ricevuto un punteggio inferiore al minimo richiesto ed infine 28 sono stati dichiarati inammissibili per carenza di documentazione. 3,8 milioni la dotazione finanziaria dell'avviso.

“ Un parco gioco inclusivo- ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone- è un luogo dove tutti i bambini e le bambine trovano, ognuno con le proprie abilità, concrete opportunità oltre che di gioco anche di relazione e dove gli adulti possono prendersi cura di loro, dove non ci sono aree dedicate esclusivamente a bambini con disabilità, ma giochi per tutti in quanto nessuno di essi può essere identificato come specifico per disabili “.

Ogni comune “promosso” riceverà un contributo nel limite massimo di 50 mila euro con i quali potrà o costruire ex novo il parco gioco o adeguarne uno già esistente con lavori inerenti i percorsi e le rampe di accesso all’area gioco, la pavimentazione, gli stessi giochi e le strutture di gioco combinate.

“  Questi parchi assumono oggi particolare importanza perché allocati in aree verdi o comunque sempre all’aperto- continua Scavone-  e in questo periodo di pandemia utilizzare spazi aperti diminuisce notevolmente il rischio di contagi. Con questo avviso ci siamo posti come finalità il miglioramento della qualità della vita dei minori con disabilità psichica e/o fisica- aggiunge ancora l’esponente del governo Musumeci- assicurando uguale accesso alla partecipazione ad attività ludiche , ricreative e del tempo libero e facilitando l’interazione sociale e i rapporti amicali. Sono luoghi – conclude Scavone- che devono concorrere sia a sviluppare la capacità del bambino disabile al fine di valorizzarne le potenzialità individuali sia a favorire l’inclusione sociale innalzando il livello di partecipazione ad iniziative territoriali realizzate presso gli spazi pubblici”.

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