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Terrasini, consiglieri compatti contro le città metropolitane: "Immediato ritiro del ddl"

A preoccupare soprattutto il venir meno dell'autonomia finanziaria e amministrativa. Chiedono l'istituzione dei liberi consorzi di Comuni fondati su reali affinità territoriali economiche e socio-culturali

Consiglieri comunali di Terrasini compatti contro le città metropolitane. "Non comprendendo il declassamento a semplice "municipio metropolitano" della nostra antica istituzione e preoccupati del venir meno dell'autonomia finanziaria e amministrativa chiediamo l'immediato ritiro del disegno di legge", si legge nell'ordine del giorno approvato ieri durante la seduta del consiglio che impegna il sindaco, gli amministratori ed i funzionari del Comune ad adottare tutti gli atti consequenziali, compresi eventuali ricorsi a gli organi di giustizia amministrativa, al fine di evitare la trasformazione del nostro Comune in semplice ed insignificante Municipio Metropolitano della Città di Palermo con la conseguente distruzione dell’identità storico-culturale e politica.

I consiglieri "chiedono inoltre alla Regione Siciliana che venga accelerato il processo normativo che prevede l'istituzione dei liberi consorzi di Comuni affinché Terrasini si possa associare con altri comuni sulla base di reali affinità territoriali economiche e socio-culturali".

Affinità che invece non ci sarebbero con la città di Palermo: "Non esistono servizi comuni tra Terrasini e la città di Palermo, e non si comprendono le motivazioni per cui si debba ritenere che i territori possano essere associati sulla base di affinità economiche e/o socio-culturali....Preoccupa inoltre la prevista centralizzazione dei servizi, in primis la gestione dei rifiuti e del servizio idrico, centralizzazione che (vedasi ATO) non hanno che prodotto disservizi e lievitazione esponenziale dei costi per i cittadini.
    
Al governatore Rosario Crocetta viene contestato anche di non aver aperto un confronto con gli organi locali "che non sono stati né coinvolti né interpellati in merito ad questione di profondo impatto sociale e politico".

Infine il disegno di Legge in questione - secondo il consiglio di Terrasini - sarebbe in contrasto con l'art. 15 comma 2 dello statuto della Regione Siciliana.

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