Lunedì, 25 Ottobre 2021
Politica

Capitale della Cultura, in arrivo una pioggia di soldi su Palermo

L'ultimo "titolo" ricevuto si aggiunge a Manifesta 12 e a capitale dei Giovani. Orlando rivendica i successi della sua Amministrazione: "Da tre anni le abbiamo azzeccate tutte". Cusumano: "Finanziamenti per 8,5 milioni". La festa a Palazzo delle Aquile

La cultura come “motore” dell’economia cittadina. Non è un traguardo, ma un punto di partenza il titolo di capitale italiana della cultura per il 2018 assegnato dal ministero dei Beni Culturali a Palermo. Il riconoscimento infatti apre le porte a una “pioggia” di finanziamenti. Più che l’aspetto economico, il sindaco Leoluca Orlando rivendica i successi ottenuti dalla sua Amministrazione. E così la conferenza stampa organizzata oggi pomeriggio a Sala delle Lapidi si trasforma in una vera e propria festa, con i bambini di Brancaccio che accolgono in Aula la Giunta – e i rappresentanti di altre istituzioni cittadine (Teatro Massimo, Università ecc…) – sulle note dell’inno di Mameli. Inno dedicato da Orlando al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LA FESTA A PALAZZO DELLE AQUILE - VIDEO

“Da tre anni le abbiamo azzeccate tutte: il percorso arabo-normanno patrimonio dell’umanità riconosciuti dall’Unesco, la biennale d’arte contemporanea Manifesta 12, Palermo capitale dei Giovani e adesso anche capitale della Cultura. Abbiamo ottenuto quest’ultimo titolo giocando la carta dell’accoglienza. In tutte le cose che facciamo ci mettiamo la faccia: in certi casi ciò ci porta sfregi; altre volte soddisfazioni. Il 2018 sarà anche l’anno europeo dei beni culturali e Palermo sarà il volto dell’Italia. Per due anni saremo noi la capitale e non Roma”. Così Orlando, che aggiunge: “Da capitale della mafia a capitale della cultura, abbiamo fatto un grande passo in avanti”.

COSA NE PENSANO I PALERMITANI - VIDEO

Parole che suonano come un messaggio ai “nemici della contentezza”. “Guai però ai deliri di onnipotenza”, avverte Orlando. “Non siamo l’ombelico del mondo, ma il ‘nodo’ di una rete mondiale”. Un mondo che ci guarda: Palermo infatti sta già attirando l’interesse di investitori che vengono da fuori, come Massimo e Francesca Valsecchi che, dopo aver acquistato Palazzo Butera, vi trasferiranno la loro collezione d’arte londinese. “Stamattina – prosegue il sindaco – ho avuto un incontro con un grosso tour operator britannico”.

Ma c’è di più. A partire dal milione di euro (fuori dal patto di stabilità) che erogherà il ministero dei Beni culturali: soldi con cui il Comune pagherà soggiorni all’estero per i giovani tagliati fuori dall’Erasmus e anche per chi vuole fare un’esperienza a Palermo. Poi ci sono altri 5,4 milioni di spese che rientreranno in un unico progetto di rilancio del sistema cultura: dai fondi per i lavori al Massimo e al Biondo fino al Festino di Santa Rosalia, passando per i fondi della Città metropolitana e di altre istituzioni culturali. 

“Arriveremo a 8,5 milioni. In più ci sono le risorse destinate alla cultura e previste nel Pon Metro, nel Patto per Palermo e nel bando periferie”. A dirlo è l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, che dopo aver fatto i conti ritrova la sua vena artistica: “Non bisogna avere paura di parlare della bellezza. Siamo diventati capitale italiana della cultura perché la politica degli eventi non ci rappresenterà. L’evento sarà la città stessa”. 

E dire che di eventi Palermo ne avrà. E come. Uno di questi è la rassegna d’arte contemporanea Manifesta, per cui sono stati stanziati 3,5 milioni di fondi pubblici stanziati e altri 1,5 milioni che dovrebbero giungere da sponsor privati reperiti dalla Fondazione. “Manifesta ha portato a San Pietroburgo 1,4 milioni di visitatori, contro i 400 mila della biennale di Venezia – conclude Orlando –. Noi ci accontentiamo di avere 1,3 milioni di visitatori”.

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