Dall'avvocato "no euro" al delfino di Miccichè: chi sono i palermitani eletti al Parlamento europeo

Donato, presidente di Eurexit, ha conquistato Salvini: sarà lei il prossimo candidato sindaco della Lega? Milazzo l'ha spuntata in Fi battendo i centristi. Per Chinnici rielezione con boom a Catania. Nel Pd ecco Bartolo, il medico di Lampedusa "adottato" da Orlando

Da sinistra Giuseppe Milazzo, Francesco Donato, Caterina Chinnici e Pietro Bartolo

Tre degli otto eletti al Parlamento europeo sono palermitani: Giuseppe Milazzo (Forza Italia), Francesca Donato (Lega) e Caterina Chinnici (Pd). In realtà ce ne sarebbe pure un quarto, il medico Pietro Bartolo (Pd), che è di Lampedusa ma è stato "adottato" politicamente dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. 

Uomini e donne con storie diverse, distanti sia per visione sia per impostazione politica. Partiamo dall'outsider, ovvero l'avvocato Donato: di origine marchigianna, ma da anni trapiantata a Palermo, la presidente di Eurexit (progetto che prevede l'uscita dell'Italia della moneta unica) è riuscita a conquistare ex delusi di Forza Italia e Alleanza Nazionale, facendo breccia pure nella borghesia e nel mondo degli imprenditori. Un elettorato ampio nel quale trovano posto anche i voti d'opinione di chi ha conosciuto la Donato attraverso le comparsate nelle reti televisive nazionali. Più ampio - a dirlo sono i numeri (28.701 preferenze) - di quello di Igor Gelarda, capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale, che partiva in pole position. Salvini, che le cederà il posto al Parlamento Europeo, ha intravisto nella Donato grosse potenzialità politiche. Non a caso, nella Lega, c'è chi giura che possa essere lei il candidato ideale nella corsa a sindaco per il dopo Orlando. Staremo a vedere.

Uno che ha sempre coltivato grandi ambizioni è Giuseppe Milazzo, palermitano doc. Strenuo sostenitore del sindaco Diego Cammarata, è cresciuto sgomitando tra i banchi di Sala delle Lapidi. Di carattere vulcanico, è stato battagliero protagonista (a volte sopra le righe) di due consiliature: prima in maggioranza e poi all'opposizione, con il ritorno a Palazzo delle Aquile di Leoluca Orlando. Con l'ingresso all'Ars, dove ora ricopre la carica di capogruppo di Forza Italia, Milazzo ha costruito il successo odierno: 74.727 voti, frutto anche dell'apporto dei regionali e nazionali vicini a Gianfranco Miccichè. A Palermo invece il principale big sponsor di Milazzo è stato il vicepresidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo. Tra gli altri non va dimenticato l'inseparabile Fabio Costantino, consigliere della Settima Circoscrizione. Un mix vincente che ha consentito al delifino di Miccichè di guastare la festa ai centristi, leggasi Saverio Romano.

Portacolori ormai storico di Forza Italia, Milazzo nel 2013 ha avuto più di un tentennamento quando Angelino Alfano ha dato vita al Nuovo Centrodestra. All'epoca dei fatti, Milazzo ha sfogliato la margherita per un mese intero, optando alla fine di un "balletto" per Forza Italia e Silvio Berlusconi. Proprio il Cavaliere adesso gli cederà lo scranno al Parlamento europeo. Si conclude così una corsa che Milazzo ha voluto fortemente sin dal primo giorno e che non ha interrotto neanche nei giorni difficili della chiusura della lista, con un muro contro muro che ha portato all'esclusione di Giovanni La Via e alla fuoriuscita dal partito del sindaco di Catania Salvo Pogliese, entrato in rotta di collissione con Gianfranco Miccichè. 

Caterina Chinnici ha bissato l'elezione del 2014 a suon di voti: 94.749 in Sicilia, 112 mila nella circoscrizione Isole. Un'affermazione netta per la figlia del consigliere istruttore Rocco Chinnici, ideatore del pool antimafia, ucciso il 29 luglio 1983 con un attentato (una Fiat 126 imbottita con 75 chili di esplosivo) davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico. Già assessore agli Enti locali nel governo regionale a trazione autonomista di Raffaele Lombardo, Chinnici ha fatto il pieno di voti a Catania (6.737) e nel resto della provincia etnea (24.508) grazie alla spinta di un ras del consenso come Luca Sammartino. A tirarle la volata sono stati anche altri big del Pd, come dimostrano i dati degli altri territori: Palermo (27.641 voti); Messina (12.215 voti) e Siracusa (6.586 voti). Sarebbe però ingeneroso inquadrare la rielezione della Chinnici al Parlamento Ue solo con l'apparato di partito: decisivo è stato quel voto di opinione di chi ha apprezzato il profilo basso mantenuto nel corso della legislatura e lo stile garbato adottato nella stessa campagna elettorale. 

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Sempre in casa Pd, una menzione va a Pietro Bartolo: il medico dei migranti, da 25 anni in prima linea negli sbarchi a Lampedusa, che Leoluca Orlando ha scelto di sostenere per marcare la differenza con le forze cosiddette populiste. Bartolo è stato il più votato nel Pd con i suoi 115.640 voti in Sicilia (135.098 nelle due Isole) ed è stato secondo nella circoscrizione Isole solo dietro a Salvini. Un successo al quale nel Palermitano hanno contribuito anche i giovani del Pd, da Antonio Rubino a Fabio Teresi, e "pezzi" della sinistra. Nel complesso, il risultato delle urne è anche dovuto alla notorietà che Bartolo ha saputo costruirsi con il suo lavoro e per ultimo con il libro "Lacrime di sale", scritto con la giornalista Rai Lidia Tilotta.  

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