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Orlando nel corso della trasmissione

Orlando nel corso della trasmissione

Il sindaco Orlando: “I migranti, i nuovi cittadini di Palermo”

Il primo cittadino è intervenuto a Radio Asante, intervistato dallo speaker Numu e dalla mediatrice dell'Associazione Silvia

"Palermo, città di migranti, è espressione della positiva contaminazione tra le culture. Passeggiando per le sue vie sono evidenti le diverse identità culturali combinate armonicamente tra di loro. Città europea? No, Palermo è una città mediorientale in Europa. Non è Berlino, è una Beirut con più servizi". Sono le parole del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, intervistato a Radio Asante, dallo speaker Numu e dalla mediatrice dell’Associazione Silvia.

"Palermo è un mosaico senza cornice - continua il sindaco - e i vari tasselli che lo compongono rappresentano le differenze culturali, in cui tutti devono avere gli stessi diritti in quanto esseri umani. Noi siamo convinti che si debba abolire il permesso di soggiorno perché pensiamo sia la schiavitù del nuovo millennio. Un essere umano deve avere il diritto di decidere dove vivere. La mobilità internazionale deve essere un diritto di tutti. Ieri, a Roma, c’è stato un incontro tra i sindaci di diverse capitali europee dove ho detto che non possiamo accettare tale violazione dei diritti umani. So che è una posizione molto forte - aggiunge Orlando - ma l’Europa è responsabile del genocidio in atto nel Mediterraneo e dovrebbe vergognarsi della sua legislazione in merito. La città di Palermo non vuole essere responsabile di questo massacro. Nessun essere umano è illegale".

L’idea di intervistare il sindaco nasce dal fatto che tanti migranti non vedono più Palermo come una tappa nel loro progetto migratorio ma decidono di fermarsi e creare qui il loro futuro. "Fino a qualche anno fa i migranti decidevano di andare all’estero, ma adesso preferiscono restare e di questo ne sono felice - dice il sindaco rivolgendosi ai ragazzi presenti in studio - perché non siete nati qui, quindi se decidete di restare, è per noi motivo d’orgoglio. Vorrei precisare che non mi piace chiamarvi “migranti” dandovi un’etichetta. Per me, infatti, non c’è differenza tra un cittadino nato a Palermo e voi, che considero i nuovi palermitani. Ovviamente ci sono molti problemi economici da affrontare. Tanti limiti e difetti nel sistema di accoglienza, ma stiamo facendo il possibile per risolverli grazie anche all’informazione proveniente dai centri come il vostro. Tutti insieme formiamo la comunità palermitana e vorrei dire anche grazie ai cittadini perché consentono al sindaco di realizzare tutto questo. Quando si parla di immigrazione non dobbiamo far riferimento solo al problema della sicurezza o all’approccio umanitario".

"In primo luogo dobbiamo garantire a tutti i diritti umani e in questo Palermo - aggiunge il primo cittadino - è più avanti rispetto ad altre città. Adottare questa politica non è soltanto un dovere etico, ma è anche un vantaggio per la città perché i migranti, lavorando e mettendo in gioco le loro competenze, danno un importante contributo allo sviluppo turistico ed economico in un momento in cui si registra un notevole calo demografico. Grazie a voi, la globalizzazione ha un volto anche umano. Non si tratta soltanto di libera circolazione di cose, merci, informazioni. Se non ci fosse questa componente umana data dalla libera mobilità di persone, la globalizzazione sarebbe soltanto un mero fattore economico e finanziario. Qualche tempo fa mi hanno consigliato di non perdere tempo con i migranti perché non portano voti. La mia risposta ha portato un grande cambiamento culturale. Mi occupo dei migranti così come occupo del tempo per il futuro dei figli dei cittadini palermitani. L’intolleranza, il razzismo e la xenofobia sono sempre dietro l’angolo per cui dobbiamo stare attenti che non prendano il sopravvento".

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