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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Economia

Nuovo accordo tra Stato e Regione, subito disponibili 66 milioni per la Sicilia

L'intesa, siglata dal presidente Musumeci e dal ministro dell'Economia Franco, consentirà di risparmiare 200 milioni all'anno per il concorso alla finanza pubblica. Fondi anche per l'insularità e le ex province

Giunge in extremis per salvare le variazioni di bilancio che saranno discusse la prossima settimana all’Ars il nuovo accordo di finanza pubblica tra la Regione e lo Stato. Dopo un lungo negoziato, l’intesa è stata siglata a Roma dal presidente Nello Musumeci e dal ministro dell’Economia Daniele Franco e permetterà alla Regione di conseguire significativi risparmi di spesa, incrementi delle entrate, l’introduzione della fiscalità di sviluppo e la razionalizzazione di alcune rilevanti poste di bilancio. Subito disponibili 66 milioni di euro per il 2021.

Tra i punti più vantaggiosi per la Sicilia l’abbattimento, a partire dal 2022, dei costi sostenuti dalla Regione come concorso alla finanza pubblica: non più un miliardo di euro all’anno ma 800 milioni. Sempre a decorrere dall'anno 2022 viene altresì attribuito alla Regione l'importo di 100 milioni di euro all’anno per la compensazione degli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità.

Un ulteriore elemento di novità sta nella possibilità di utilizzare le risorse straordinarie per investimenti ai liberi consorzi e alle città metropolitane per manutenzione straordinaria di scuole e strade anche “per immobili ed opere di prevenzione idrauliche e idrogeologiche da danni atmosferici”. Estensione che risulta particolarmente rilevante per quanto accaduto di recente a causa del maltempo nei territori siciliani.

Soddisfatto il presidente Musumeci, secondo il quale “la Sicilia, sul piano dei rapporti finanziari con il governo centrale, è passata da una posizione remissiva e indefinita a un ruolo di coprotagonista, in una cornice di chiare e precise responsabilità reciproche”.

Per il vicepresidente e assessore all’Economia Gaetano Armao, che insieme ai dirigenti generali della Ragioneria generale, Ignazio Tozzo, e delle Finanze, Giovanni Bologna, ha seguito direttamente il negoziato, con lo stesso ministro Franco, il viceministro Laura Castelli e il sottosegretario Alessandra Sartore, “si tratta di un rilevante passo avanti nelle relazioni finanziarie con lo Stato che consente notevoli risparmi di spesa, riconosce finalmente la fiscalità di sviluppo alla Sicilia, la possibilità di abbattere gli oneri fiscali per chi investe, individua un chiaro calendario per rivedere le norme che attuino l’autonomia finanziaria”.

Giunge finalmente a compimento anche l’obiettivo, indicato dal governo Musumeci tra gli obiettivi programmatici, di conseguire l’attuazione della fiscalità di sviluppo, utile a favorire l’insediamento di imprese e cittadini europei ed extraeuropei nel territorio dell’Isola. La previsione attribuisce alla regione la possibilità di modificare le aliquote “in diminuzione fino ad azzerarle, prevedendo esenzioni, detrazioni e deduzioni”. Si dispone, inoltre, che la Regione possa autonomamente concedere, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato, incentivi e contributi da utilizzare in compensazione fiscale.

Infine, si attenua il peso dell’Accordo Stato-Regione per il ripianamento del disavanzo in quanto le parti si sono impegnate a rinviare il versamento di 211 milioni di euro da versare nell'esercizio 2022.

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