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Nuovi Cda delle società partecipate: il sindaco apre ai partiti, ma scoppia il caso Pd

Nel "gioco" delle lottizzazioni, ai dem sarebbe destinata la presidenza di Rap: i renziani però non vorrebbero caricarsi una delle aziende più "problematiche". L'Amat dovrebbe andare a Sicilia Futura, Amg a Sinistra Comune. Le trattative si legano al rimpasto di Giunta, che slitterebbe una settimana

Leoluca Orlando

Si stringe il cerchio sui nuovi vertici delle società partecipate, con il sindaco Leoluca Orlando che apre ai partiti. Una lottizzazione in stile Prima Repubblica, che si lega anche al rimpasto di Giunta. Come stabilito, dopo l'ok al bilancio consolidato, è partita la corsa al rinnovo delle ex municipalizzate. Sulle presidenze i rumors si rincorrono: l'Amat dovrebbe andare a Sicilia Futura, Amg a Sinistra Comune, la Sispi e la Rap destinate al Pd.

Con i dem però che sarebbero recalcitranti a salire sul ponte di comando della società di raccolta e smaltimento dei rifiuti, finora retta dal collegio sindacale. La Rap viene considerata una patata bollente, vista la situazione dei conti: l'azienda infatti ha chiuso il bilancio trimestrale con un "rosso" che si aggira sui 4 milioni di euro che, alla fine dell'anno, potrebbe arrivare a 10 milioni. E tante sono le grane da affrontare: dalla gestione del Tmb (non inserito nel contratto di servizio) alle difficoltà nel portare avanti il servizio di raccolta differenziata "porta a porta", ad un eventuale (quasi inevitabile) aumento della Tari per coprire il costo del servizio.

Insomma una bella gatta da pelare che il Pd (leggasi area renziana) non vorrebbe caricarsi, pur avendo tra le sue fila personalità con "qualità e competenza". "Perché - è il ragionamento che si fa all'interno del partito - non poter avere la presidenza di una società meno complicata da gestire o quanto meno con i conti a posto?". Qualcuno rumoreggia pure sul fatto che il sindaco Leoluca Orlando non si stia comportando da "uomo di partito". Il primo cittadino ha già i suoi punti fermi: alla guida della Reset ha deciso di mantenere Antonio Perniciaro Spatrisano (con Concetta Pennisi e Massimiliano Pennisi nel Cda), all'Amap intoccabile Maria Prestigiacomo (con i consiglieri Alessandro Di Martino e Bruno Calandrino), situazione ancora "liquida" alla Sispi: la società potrebbe cambiare vertice rientrando nella lottizzazione decisa dal sindaco; in caso contratio il presidente Francesco Randazzo rimarrebbe in carica fino a naturale scadenza di mandato, magari diventando amministratore unico. Alla Gesap dovrebbe esserci la riconferma di Fabio Giambrone.

Proprio Giambrone, braccio destro del sindaco, sta conducendo la trattativa con i partiti per le presidenze delle società partecipate. La quadra dovrebbe essere trovata prima del Festino di Santa Rosalia; mentre per il rimpasto i tempi potrebbero allungarsi di una settimana. Il sindaco Orlando punterebbe a sostituire più dei tre assessori "promessi" ai partiti.  Ai nomi degli assessori in bilico - Riolo, Nicotri, Arcuri - potrebbero aggiungersene altri due, che il sindaco nominerebbe in quota sua. In bilico ci sarebbero anche Gentile e Marano. Sui nuovi ingressi, Sicilia Futura ha da tempo individuato Leopoldo Piampiano; Sinistra Comune uno tra Giusto Catania e Barbara Evola; in quota Pd invece entrerebbe Teresa Piccione (non riconfermata deputato alla Camera). E qui spunterebbero altri i problemi. L'area Lupo, da sempre al fianco del sindaco Orlando, sarebbe in vantaggio sui renziani. Che non ci stanno. Tanto che, oltre a declinare l'offerta della presidenza Rap, potrebbero pure tirarsi fuori dal rimpasto di Giunta. Staremo a vedere.

Tornando alle partecipate, è segnata la sorte di Antonio Gristina (Amat): al suo posto si parla di un nome vicino al deputato regionale di Sicilia Futura, Edy Tamajo. In uscita dal Cda Amat anche Diego Bellia, perché la legge sui dipendenti comunali nel board delle ex municipalizzate è stata cambiata. Non sarà riconfermato Giampaolo Galante (Amg), mentre uno dei due componenti del Cda potrebbe restare. Alla Rap il tempo del collegio sindacale è scaduto: nel Cda, in qualità di vicepresidente, il nome che sarebbe "blindato" è quello di Maurizio Miliziano. Sulle partecipate "sgomitano" pure alcuni consiglieri comunali eletti nelle liste orlandiane e ciò sta creando diversi malumori, soprattutto tra i renziani del Pd.

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