Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Nomine partecipate, Spallitta: “Possibili violazioni del nostro ordinamento” 

“Trovo singolare il silenzio delle opposizioni rispetto alla vicenda delle nomine dei presidenti delle società partecipate del Comune. In particolare, nessuno solleva la questione della possibile violazione dei principi del nostro ordinamento di imparzialità, trasparenza e buon andamento della funzione pubblica (articolo 97 della Costituzione) che si sono tradotti, per le società partecipate, nell’articolo 50 del Decreto legislativo n. 267 del 2000, nel Testo unico n. 95 del 2016 e nell’articolo 47 dello Statuto del Comune di Palermo”. Nadia Spallitta, esponente della sinistra di Palermo, commenta le nomine ai vertici delle società comunali da parte del sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando. E lo fa soffermandosi sulle leggi he regolano tali nomine.  

“In particolare, secondo l’articolo 50 del Decreto legislativo n. 267 del 2000 - dice sempre Nadia Spallitta, che nella vita fa l’avvocato - il sindaco designa i componenti presidente e componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate sulla base di indirizzi stabiliti dai Consigli comunali. Molte città italiane hanno, a tal fine, adottato appositi regolamenti che garantiscono la selezione trasparente secondo criteri predeterminati degli amministratori: soggetti che devono avere competenze e professionalità specifiche”.  “L’articolo 47 dello Statuto comunale, salvo che non sia stato recentemente modificato - aggiunge - precisa che, al fine di procedere alle nomine o alle designazioni di rappresentanti del Comune presso le società comunali, il sindaco, sulla base degli indirizzi definiti dal Consiglio comunale, attraverso un pubblico bando, rende note le caratteristiche di professionalità, il titolo di studio e i requisiti richiesti per ciascuna nomina o designazione. Quindi provvede alle nomine nel rispetto delle pari opportunità, motivando, al Consiglio comunale, alla prima seduta utile successiva, le ragioni e i criteri di scelta. Non è ben chiaro se tali disposizioni siano state effettivamente attuate, dal momento che, invece, sembrerebbe, da notizie di stampa, che designazioni e nomine siano state fatte su indicazioni degli esponenti di diversi partiti politici che formano la maggioranza. Ritengo pertanto che la politica debba intervenire per fare chiarezza su criteri e modalità di nomina, nel rispetto delle norme e a tutela del buon andamento dei servizi pubblici”.

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