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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Politica

Centomila euro al segretario di Lagalla, è polemica: "Scelta inopportuna"

Il sindaco ha creato uno staff di stretti collaboratori retribuiti a carico della Città metropolitana. Il consigliere Di Gangi: "Esagerazione". La Fp Cgil Palermo: "Impegnati 700 mila euro, soldi che dovevano servire per reperire nuove figure. Mancano geometri e ragionieri, l’ente è alla paralisi."

Tre contratti a termine ad altrettanti collaboratori dello staff del sindaco Roberto Lagalla. Si tratta dei giornalisti Claudia Giocondo e Giuseppe Leone (consulenti a supporto dell'attività politico-istituzionale) per un importo mensile lordo di quasi 1.900 euro; mentre Toni Zito, storico segretario di Lagalla, viene assunto nello staff politico come dirigente a termine per circa 100 mila euro lordi l'anno: tutti e tre saranno a carico della Città Metropolitana.

I tre contratti hanno dato vita a vibranti polemiche. "Ho appreso che uno dei primi atti del sindaco Lagalla, nella sua qualità di sindaco metropolitano, è stato quello di costituire un proprio staff di stretti collaboratori retribuiti a carico della Città metropolitana. Nulla di eccepire né sul piano formale né rispetto ai singoli professionisti, ma mi permetto di sottolineare che in un momento di grave crisi come quello che migliaia di famiglie stanno vivendo, sarebbe stato bene valutare l'opportunità di alcuni emolumenti che, in tutta franchezza, appaiono decisamente esagerati", ha dichiarato Mariangela Di Gangi, neo eletta al Consiglio comunale, dopo la pubblicazione dei decreti del sindaco metropolitano Roberto Lagalla che hanno impegnato somme per circa 700 mila euro in cinque anni per il pagamento dei compensi a tre suoi nuovi collaboratori.

"Che un segretario del sindaco - ha detto - possa guadagnare quanto lo stesso sindaco, con una integrazione di 28 mila euro rispetto al già non indifferente stipendio di 75 mila euro annui, è qualcosa che avrebbe richiesto un approfondimento di valutazione, soprattutto se per farlo si è ricorso ad un prelievo dal fondo di riserva, come se questa fosse una priorità per la vita dei cittadini e delle cittadine della nostra città e della nostra provincia".

E rincarano la dose il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca, Saverio Cipriano, segretario aziendale della Fp Cgil e Rsu a palazzo Comitini e tutte le Rsu Fp Cgil Palermo della Città metropolitana: “Questi 700 mila euro prelevati dal fondo per il personale - dicono - dovevano servire per l’accesso alle progressioni verticali e per reperire nuovo personale, necessario per la sopravvivenza della città metropolitana. L’ente è paralizzato, non ha più geometri, ragionieri, istruttori, periti chimici e periti informatici, manca tutto personale di categoria C. Il sindaco metropolitano Roberto Lagalla avrebbe potuto dare un segnale di cambiamento in un ente al collasso, anziché utilizzare tutti i fondi del personale per la nomina di consulenti esterni”.

“E’ un fatto molto grave, quanto è accaduto – aggiungono Cammuca, Cipriano e le Rsu Fp Cgil Palermo -  Chiediamo che il sindaco torni sui suoi passi e che utilizzi queste risorse, liberate in  gran parte per i pensionamenti di questi anni,  per permettere al personale interno di fare le progressioni e di trovare le figure che mancano e che servono all’ente per  funzionare. Non c’è più un solo geometra né un ragioniere: gli stipendi li predispongono i colleghi di categoria B. Avevano già pronto un piano di progressioni, che chiediamo venga portato avanti, e bisogna reperire le figure che servono per garantire  l’attività degli uffici".

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