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Comune, nominati i primi dirigenti delle aziende partecipate

Si tratta di presidenti e consiglieri dell'Amat, Amap, Amg e Sispi. Ma non Amia e Gesip "perchè hanno una gestione straordinaria". Orlando: "Queste nomine segnano una svolta col passato"

Il Sindaco di Palermo ha firmato ieri sera le nomine dei dirigenti di quattro delle Aziende partecipate dell'Amministrazione. In particolare, sono stati nominati i presidenti e i consiglieri d'amministrazione dell'azienda che si occupa dei servizi Idrici (Amap, Presidente Vincenzo Costantino, Consiglieri Michelangelo Salamone e Giuseppe Monteleone), dei trasporti (Amat, presidente Ettore Artioli, consiglieri Diego Bellia e Rosalia Sposito), del Gas e dell'Energia (Amg, presidente Emilio Arcuri, consiglieri Antonio Rera e Mario Li Castri) e dei servizi informatici (Sispi, presidente Francesco Randazzo, consiglieri Rosalia Maltese e Francesco Di Liberti). "Queste nomine - ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando - segnano una svolta netta col passato, perché mettono ai vertici delle Aziende persone di riconosciuta e nota competenza ed esperienza che potranno agire unendo rigore e trasparenza, professionalità e capacità di dialogo e coinvolgimento dei lavoratori".

Il Sindaco e l'assessore alle Aziende, Cesare Lapiana, hanno sottolineato che le nomine avrebbero dovuto essere fatte già qualche settimana fa, "ma il recente decreto legge sul contenimento della spesa pubblica, la cosiddetta spending review, ha del tutto stravolto la normativa di settore, vanificando una parte del lavoro che già l'amministrazione comunale aveva fatto".

AMIA E GESIP. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l'Assessore ha ricordato che per quanto riguarda l'Amia e la Gesip, che pure sono Aziende partecipate del Comune, non si è provveduto ad alcuna nomina in quanto entrambe hanno una gestione straordinaria, con i commissari ministeriali ed un curatore fallimentare la prima e con un liquidatore la seconda. "La situazione di Amia e Gesip - ha sottolineato Lapiana - rappresenta la punta dell'iceberg della dissennata gestione finanziaria ed organizzativa che delle Aziende è stata fatta in questi anni, con l'azienda dell'igiene ambientale che è riuscita a passare dall'essere in possesso di un tesoretto in Titoli di Stato alla procedura fallimentare e con la Gesip la cui disorganizzazione ha reso disservizi piuttosto che servizi e che solo nelle ultime settimane sembra aver riscoperto la propria finalità come strumento per il bene della comunità".

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