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"La Palermo che vogliamo": dopo l'appello, "Noi che" dà il via ai cantieri per il programma delle Comunali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Oltre 100 presenze e 35 interventi all'assemblea per "La Palermo che vogliamo", l'appello lanciato dal comitato "Noi Che" in vista delle elezioni comunali del 2022. Il dibattito, che si è svolto ai Cantieri culturali della Zisa, è stato articolato tra denunce dei problemi ancora non risolti e proposte di temi per dare il via ai cantieri del programma elettorale della sinistra e delle forze progressiste. Si è registrata una presenza politica dell’attuale "minoranza" che sostiene la Giunta Orlando e di esponenti del Movimento 5 Stelle.  

Nel merito sono state indicate alcune priorità che costituiranno i primi cantieri da avviare: "Transizione ecologica" riguardante l’ambiente urbano, l’economia e il ruolo della cittadinanza attiva; "Funzionamento della macchina comunale" per consentire maggiore efficienza nel fornire le risposte e i provvedimenti necessari alle soluzioni dei problemi presenti e futuri; "Partecipazione" come strumento democratico nelle scelte che l’amministrazione sarà chiamata ad adottare; "Inclusione sociale" per garantire pieni diritti di cui oggi molte cittadine e cittadini, appartenenti a tutte le fasce di età, sono privati; "Condizione giovanile" che vive una situazione di marginalità pur avendo un notevole potenziale che per realizzarsi richiede di dover abbandonare la nostra città; "Scuola" per la formazione delle nuove generazioni, adeguata alle migliori esperienze sul piano culturale, educativo e sociale; "Città educativa e interculturale" contro ogni discriminazione e disuguaglianza.

Nel metodo è stato proposto che i cantieri debbano articolarsi sia sui temi sia sui territori, che per le loro specificità possono fornire spunti per arricchire di contenuti le proposte di programma. Inoltre è stato richiesto e condiviso che i cantieri diventino strutture stabili di partecipazione e protagonismo della cittadinanza attiva verso la città-bene comune. Nella prossima assemblea si definiranno i partecipanti a ciascun cantiere e una struttura di coordinamento utili per il loro funzionamento.

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