Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Mozione di sfiducia, spaccatura conclamata nel centrodestra: la Lega dice sì, Fi e Udc frenano

Il Carroccio ha dato il "via libera alla firma del documento per mandare a casa il primo cittadino" dopo una riunione che si è svolta ieri sera. Forza Italia con il coordinatore regionale Miccichè ferma i suoi: "Non sono d'accordo, trovare subito un candidato capace e non è semplice". Stop anche dall'Udc, Oso invece è pronto a firmare

Sulla mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando adesso la spaccatura nel centrodestra è conclamata. La Lega dice sì "senza se e senza ma"; Forza Italia invece frena; seguita a ruota dall'Udc.

Il Carroccio, al termine di riunione che si è svolta ieri sera tra il segretario cittadino Alessandro Anello e il coordinatore provinciale Vincenzo Figuccia assieme con i consiglieri a Sala delle Lapidi ha dato il "via libera alla firma del documento per mandare a casa il primo cittadino". Un sì che arriva dopo quello di Igor Gelarda che, assieme a Fratelli d'Italia, ha giocato d'anticipo. Oggi però la notizia arriva da Forza Italia, con il commissario regionale Gianfranco Miccichè che sul tema prende una posizione forte. "Su questa sfiducia ad Orlando - ha detto Miccichè alla trasmissione 'Face to Face' in streaming su Il Moderatore - io non sono d’accordo, ma non perché non sarebbe necessario cambiare sindaco ma perché tanto si cambia fra un anno. Sfiduciato il sindaco sarebbe nominato un commissario, e i commissari raramente sono stati grandi amministratori, ma saremmo costretti a trovare immediatamente un candidato capace e non è semplice".

"Stiamo, invece, programmando - aggiunge il coordinatore regionale degli azzurri - un percorso con un ragionamento serio. Tra l’altro bisogna vedere quali soluzioni troverà la politica a livello nazionale, regionale e locale. Inoltre la sfiducia comporterebbe di anticipare solo di sei mesi le elezioni e non comprendo quali guadagni ci sarebbero per la città. Chi l’ha presentata avrà le sue ragioni ma io non la voterei".

Solo qualche giorno fa, in aperto dissenso con la decisione attendista del partito, Marianna Caronia aveva dato l'addio a Forza Italia. E ora attacca a testa bassa: "Tutto avrei potuto immaginare di vedere nella mia esperienza politica, ma non Gianfranco Micciché che scende in campo per difendere la permanenza di Leoluca Orlando nella carica di sindaco di Palermo. Quanta acqua è passata sotto i ponti dal 1997!". Mentre Stefano Santoro di Fratelli d'Italia afferma: "I consiglieri comunali che non sottoscriveranno la mozione di sfiducia nei confronti di Orlando sono corresponsabili del disastro amministrativo della nostra città".

Il centrodestra registra anche lo stop dell'Udc, secondo cui "la mozione di sfiducia a Orlando è ormai una mossa tardiva e probabilmente controproducente per le sorti della città".

Lo afferma il consigliere Elio Ficarra, che spiega: "L'ipotesi del commissariamento, in caso di eventuale approvazione dell'atto da parte del Consiglio comunale, è assolutamente da scongiurare. Anche in caso di esito positivo della votazione del documento, si andrebbe comunque alle urne nel periodo compreso tra aprile e giugno prossimo, in corrispondenza con la scadenza naturale del mandato. Il rischio che Palermo non può permettersi di correre in questo frangente è quello di sprofondare in un limbo politico e burocratico che lascerebbe troppe criticità irrisolte nell'immediato, finendo per compromettere una situazione già abbastanza complicata. Non vogliamo che Orlando possa strumentalizzare questa mozione di sfiducia, commutando la stessa in un fantomatico alibi, raccontandoci di chissà quali provvedimenti salvifici aveva in cantiere per cambiare le sorti della città negli ultimi mesi della sua sindacatura. La coalizione di centrodestra non deve frazionarsi e cedere a logiche opportunistiche e di partito, urge riunirsi attorno ad un tavolo al fine di concertare linee guida ed un candidato autorevole al ruolo di sindaco che possa risollevare le sorti del capoluogo siciliano in vista del ritorno alle urne nel 2022".

Sulla stessa lunghezza d'onda il coordinatore cittadino dell'Udc, Andrea Aiello. "La fuga in avanti di Fratelli d'Italia la ritengo precipitosa ed inopportuna, la mozione di sfiducia ad Orlando potrebbe diventare un boomerang. Il Primo cittadino finirebbe per motivare in modo pretestuoso e semplicistico il suo fallimento politico con l'impossibilità di completare il suo mandato e di ultimare le intese con il partito democratico nazionale per salvare Palermo dal baratro. Tutta la coalizione di centrodestra deve individuare un candidato Sindaco autorevole e dal riconosciuto background politico e professionale che guidi la rinascita di Palermo nel 2022".

E' la pietra tombale sulla mozione di sfiducia? Di sicuro siamo in una situazione che complica il quadro a Sala delle Lapidi, dove in aggiunta a Fratelli d'Italia, Lega, +Europa, arriva il sì alla sfiducia del sindaco degli ex grillini di Oso. "Siamo pronti a firmare perché condividiamo, come tutta la città chiede, la sfiducia al sindaco Orlando - dicono Giulia Argiroffi e Ugo Forello -. La condizione è che il deposito formale avvenga un istante dopo avere trattato in Aula tre atti fondamentali perché la messa in sicurezza della città: Pef Tari 2020 e 2021, bilancio 2021 o eventuale dichiarazione di dissesto, Programma opere pubbliche triennio 2021-2023".

Nel Movimento 5 Stelle, dove nei giorni scorsi è emersa l’autocandidatura di Giampiero Trizzino (che ha provocato qualche malumore interno), ci sono posizioni contrastanti: da una parte c'è chi dialoga con Orlando il centrosinistra (Adriano Varrica su tutti) e un'altra che invece è critica nei confronti dell'amministrazione comunale. Per presentare la mozione di sfiducia servono almeno 16 firme, mentre per approvarla dovranno votarla almeno in 24. Più facile a dirsi, che a farsi. E Orlando, sornione, osserva a distanza.

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