Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Sfiducia al sindaco, parte la raccolta firme: centrodestra spaccato e Caronia lascia Forza Italia

Per depositare la mozione in segreteria generale servono 16 sottoscrizioni; al momento hanno aderito in 4: Scarpinato, Russo, Gelarda e Caronia. Quest'ultima, in aperto dissenso con il capogruppo Tantillo e con il coordinatore regionale Miccichè, dice addio al partito: "Io ho scelto Palermo, c'è invece chi fa la stampella di Orlando". Tantillo: "Nessun dissenso ma solo due percorsi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo"

Il sindaco Orlando in Consiglio comunale

E' partita la raccolta delle firme per sfiduciare il sindaco Orlando, ma la mozione - a dispetto di quanto comunicato da alcuni consiglieri comunali - non è stata ancora depositata. Per depositarla in segreteria generale servono 16 firme e 24 per far decadere Leoluca Orlando dalla carica di primo cittadino.

La mozione di sfiducia - primi firmatari Francesco Paolo Scarpinato e Mimmo Russo (Fratelli d’Italia), seguiti da Igor Gelarda (Lega) e Marianna Caronia (Forza Italia) - sta creando non poche divisioni all'interno delle opposizioni di centrodestra. Lo dimostrano i distinguo all'interno di Forza Italia, dove ad esempio Caronia e il capogruppo Tantillo sono su posizioni diverse. E nella Lega, con Gelarda che è partito a razzo rispetto ad Anello e alla stessa Figuccia, che comunque ha annunciato la firma. Tiepidi anche i consiglieri di Udc e Diventerà Bellissima. Il centrodestra, che tornerà a riunirsi venerdì, conta 12 consiglieri. Sarà quindi necessario l'apporto di altre forze politiche.

Altre sottoscrizioni dovrebbero arrivare dal gruppo Oso con Giulia Argiroffi e Ugo Forello e da +Europa con Fabrizio Ferrandelli e Cesare Mattaliano. Per avere i numeri in Aula necessari a sfiduciare Orlando risulterà decisiva la posizione di Italia Viva, che a Sala delle Lapidi ha 8 consiglieri.    russo-5

"Il nostro partito è fedele alla parola data ai palermitani. Avevamo annunciato la mozione di sfiducia e adesso è realtà: ci  appelliamo ai consiglieri comunali di buona volontà e che hanno a cuore le sorti della nostra città perché firmino la mozione e consentano di mandare a casa questa amministrazione comunale, la peggiore di sempre. Orlando dice che non si dimetterà mai? Lo sfiduceremo noi, consentendo ai cittadini di tornare a votare per liberarsi di questa giunta. Ci auguriamo inoltre che tutto il centrodestra firmi la mozione, senza tatticismi o timori di andare alle urne". Così il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Paolo Scarpinato e il consigliere Mimmo Russo, che hanno raccolto l'assist del collega di partito Stefano Santoro.gelarda-19-2

All'appello ha subito risposto Igor Gelarda: "Ho agito secondo a coscienza - dice il consigliere leghista -. Ieri il sindaco ha chiaramente detto che non si dimetterà e a questo punto la sfiducia è diventata un atto dovuto per Palermo e per i palermitani. Ci sono oltre 900 bare da seppellire, tonnellate di spazzatura per strada, centinaia di chilometri di manto stradale abbandonati e i ponti da troppi anni privi di manutenzione che mi hanno obbligato a farlo. A chiederlo sono i palermitani stufi dell’abbandono e della arroganza del sindaco. Ai colleghi consiglieri l’invito a fare l’unica scelta di amore e coerenza per Palermo: mandare a casa Orlando". 

La spaccatura in Forza Italia sulla mozione di sfiducia induce Marianna Caronia a lasciare il parito: "Io - afferma in una nota - scelgo Palermo. La mozione di sfiducia a Orlando, che con altri consiglieri ho firmato stamattina, è finalmente un elemento di chiarezza, che costringe tutti ad assumersi le proprie responsabilità di fronte ai palermitani. Serve anche a rendere chiaro chi è davvero opposizione e chi è la stampella di Orlando. Prendo atto che anche Forza Italia, vuole condannare la città ad essere governata da Orlando per un altro anno, a differenza di chi vuole, come me, mandare presto a casa questa Giunta per tutti i danni che ha arrecato e potrebbe continuare ad arrecare ai palermitani".

Il riferimento, neanche troppo velato, è alla posizione assunta dal capogruppo Giulio Tantillo. Ma ce n'è anche per il coordinatore siciliano Gianfranco Miccichè, presidente dell'Ars. "Non mi stupisce - prosegue Caronia - che da mesi Forza Italia, anche al massimo livello regionale e all'Ars, abbia palesemente voltato le spalle a Palermo. A questo punto non posso che lasciare il partito e proseguire la battaglia per contribuire senza impedimenti a liberare questa nostra martoriata città. Se infatti Orlando resterà un altro anno potranno solo aggravarsi i problemi che egli stesso e la sua amministrazione hanno causato e di cui si rendono corresponsabili anche coloro che vorrebbero impedire che si metta fine a questa terribile agonia. E di questo saranno responsabili coloro che, anche dentro Forza Italia, continuano a far di tutto per tenere Orlando ancora in sella. Mi auguro che ciò non accada. O si è con Orlando o si è con Palermo".

Chiamato in causa, Tantillo risponde così: "Fra me e Caronia non c'è stato nessun dissenso. Semplicemente - spiega a PalermoToday - abbiamo manifestato un percorso diverso per arrivare alla sfiducia del sindaco. Io sono rimasto alla convocazione di una riunione di gruppo che la collega Caronia mi ha chiesto di far slittare perché non era disponibile a farla nella data che avevo precedentemente proposto. Il confronto nel gruppo è ancora aperto. Le nostre posizioni non sono lontane; ci sono soltanto due metodi diversi che però portano sempre alla sfiducia del sindaco. Ecco perché - conclude il capogruppo degli azzurri in Consiglio - mi sorprende tantissimo l'addio al partito di Caronia: non può essere la sfiducia il motivo della sua uscita da Forza Italia. Posso assicurare che il nostro partito lavorerà affinché Orlando vada a casa".

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