Mozione di sfiducia bocciata e Orlando salvo, le opposizioni in Consiglio si spaccano

La maggioranza ritrova compattezza, mentre i gruppi di minoranza dividono in due blocchi: da un lato gli schieramenti di centrodestra; dall'altro il M5S, il gruppo Oso (Argiroffi e Forello, ex grillini) e +Europa. Le posizioni in Aula

A cogliere il primo dato politico nella lunga seduta del Consiglio comunale in cui si è discussa la mozione di sfiducia al sindaco è il consigliere d'opposizione Mimmo Russo (Fratelli d'Italia), eletto nel 2017 in una delle liste di Orlando: "Questo atto - ha detto - è servito a ricompattare la maggioranza". 

E allora perché? "Bisognava provarci - risponde lo stesso Russo - anche se le minoranze non hanno i numeri e, mi consta dirlo, con questo Consiglio non c'è speranza". Sala delle Lapidi, tornata a riunirsi in presenza dopo sei mesi (malgrado i malumori di alcuni consiglieri come Marianna Caronia spaventati dal Covid), respinge la mozione di sfiducia al sindaco Orlando con un voto di scarto (20 no contro 19 sì).

Il Consiglio respinge la mozione di sfiducia al sindaco

Tutto come da copione? No. Perché, ecco l'altro dato politico, i gruppi di minoranza - coloro i quali hanno presentato la mozione - si sono divisi in due blocchi: da un lato gli schieramenti di centrodestra; dall'altro il M5S, il gruppo Oso (Argiroffi e Forello, ex grillini) e +Europa. A evidenziare il tutto è l'intervento del consigliere pentastellato Antonino Randazzo, che rivela di essere stato invitato da esponenti di maggioranza "a fare un passo di lato". Il M5S vota però favorevolmente la mozione. Un segnale ben preciso "per rivendicare la nostra autonomia da Orlando e dal centrodestra", sottolinea Randazzo.

"Proprio Orlando - prosegue - ha beneficiato dell'appoggio di due ex An (Russo e Scarpinato) per essere rieletto. Trasformismo e qualità del consenso sono le due parole che mi vengono in mente per descrivere questa amministrazione comunale. Dovremmo occuparci di beni comuni, riqualificazione delle periferie, ambiente, pianificazione ed invece siamo tutto il giorno al telefono a sentire i problemi dei cittadini e dei nostri consiglieri di circoscrizione per i continui disservizi. Disservizi che hanno provocato dei disastri: 10 arresti al cimitero ed l'inchiesta 'Giano bifronte'. Un'amministrazione efficiente non avrebbe permesso la presenza della mafia all’interno della realtà cimiteriale. Da domani chiedo a tutti i consiglieri e cittadini che vogliono provare a costruire un futuro per questa città di mobilitarsi, abbiamo il tempo per costruire un’alternativa ad Orlando".

A rincarare la dose ci pensa Giulia Argiroffi (gruppo Oso), che sceglie la figura retorica dell'anafora per il suo intervento. "Orlando è troppo in gamba per non capire che...". Un ritornello che introduce quello che Argiroffi definisce "il peggior cambiamento culturale di questa città, in cui imperversa il degrado, il traffico, la corruzione". Argiroffi cita il giudice Giovanni Falcone e una vecchia inchiesta sui comitati d'affari dentro il Comune amministrato da Orlando alla fine degli anni '80. Cita Lima e Ciancimino e "le stesse persone a loro vicini che ancora oggi guadagnano affittando immobili al Comune". Cita "le 40 varianti al centro storico che sono servite a chi ha preso i contributi per la ristrutturazione delle case". Cita i "piani costruttivi e chi li ha firmati e i legamicon i dirigenti scelti dal sindaco". Cita quel Mario Li Castri "che non poteva essere nominato nella commissione nella commissione per il progetto del tram" ed è finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta Giano bifronte. "Orlando - ricorda Argiroffi - non ha mai preso posizione in merito agli arresti dei due consiglieri di maggioranza per lo scandalo mazzette all'Edilizia privata. Ed era distratto quando c'è stato il frettoloso trasloco al Polo tecnico". Stilettata finale: "Orlando è solo un abile pifferaio, non rappresenta il bene per questa città".

Il collega di gruppo Ugo Forello la spalleggia e sostiene anche la posizione del M5S. "Il sindaco ringrazi chi ha presentato questa mozione di sfiducia, perché un confronto e una verifica politica ci voleva. Questa - dice - è una città ipotecata fino al 2035. Il rendiconto dimostra il fallimento di questa amministrazione". Poi sposta il tiro sulle minoranze di centrodestra - "Noi non abbiamo nulla da condividere con Lega e Forza Italia" - e invita il centrosinistra a "uscire dall'ambiguità". Lo fa citando una nota della segreteria del Pd, che aveva bollato la mozione di sfiducia come "un atto per provare l'esistenza in vita del centrodestra, che finora si è nascosto per avere interlocuzioni personali con Orlando e la sua Giunta". Quella che l'ex consigliere Angelo Figuccia definiva "pasta con le sarde" riferendosi ad alcuni suoi colleghi di centrodestra. Quindi la stoccata al sindaco: "E' stato un tappo, ha impedito la formazione di una nuova classe dirigente, ha distrutto il centrosinistra. Ora sta compiendo il delitto perfetto: consegnare la città alla Lega. Con il leader del Carroccio Salvini, Orlando ha un'affinità relazionale. Lui si alimenta nello scontro sociale, mai ha lavorato per la pax sociale. I consiglieri di maggioranza possono anche astenersi per dare un segnale, a cominciare dal presidente Totò Orlando".

Sabrina Figuccia, che in Consiglio ha preso il testimone del padre Angelo, invece, rispolvera l'almanacco della politica comunale. Si confonde un po' tra pentapartito ed esacolore, inserisce Orlando tra "i dinosauri della politica", lo chiama cariatide (Cusumano la corregge: talamone) e afferma che "la politica di oggi è peggio di quella di prima". E ai colleghi delle opposizioni dice: "Nessuno pensi di potersi sfilare".

Secondo Fabrizio Ferrandelli (+Europa), "Orlando non rappresenta né una certezza né una garanzia". E aggiunge: "Faccio un errore politico, non chiedo la testa di nessuno ma il rilancio dell'azione amministrativa. Mi limito a inviare i link di una rassegna stampa che ho fatto a sindaco e assessori per fotografare la cattiva amministrazione di Palermo dal 2015 a oggi. Spero in una convergenza guardando al futuro".

Igor Gelarda, capogruppo della Lega, alza il tiro e si rivolge così a Orlando: "I palermitani l'hanno già condannata e lei ha condannato la città alla sporcizia, al buio, al traffico, alle salme accatastate, all’emergenza abitativa e alla ‘psicociclabilità alternativa’. Il consiglio è che lei se ne dovrebbe andare autonomamente, senza mozione di sfiducia, perché lei delle cose buone in passato le ha fatte. Così rischia di essere ricordato come il secondo peggior sindaco della storia di questa città. Questa mozione di sfiducia, qualora non dovesse passare, avrà due vittime. Palermo che resterà inchiodata a questa amministrazione politicamente scellerata, ma la seconda, signor sindaco, sarà lei: la maggioranza, nel momento in cui non le voterà contro, gliela farà pesare". E Alessandro Anello, altro consigliere della Lega, a consuntivo dichiara: "Oggi i consiglieri irresponsabili di fatto condannano i palermitani ad un altro altro e mezzo di stillicidio in balìa di un sindaco ormai bollito che non ha più il polso della città".

In precedenza Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, aveva contestato la gestione delle partecipate: da Rap, ancora priva di un piano dello spazzamento, ad Amat che ha "il peggior contratto di servizio" e se il Comune non lo cambierà "entrerà in una crisi profonda". Quanto alla mobilità, Tantillo accusa Orlando e la sua Giunta di aver ignorato il Consiglio in materia di Ztl, pedonalizzazioni e piste ciclabili, considerate quest'ultime a dir poco "approssimative". "La prossima amministrazione le spazzerà via e le farà come si deve.  Sulla città soffia un vento di cambiamento che spazzerà le nuvole di questa giunta. Una volta conclusa l’esperienza di questa amministrazione, a Palermo, splenderà una nuova aurora". 

Quando le forze di maggioranza prendono la parola, il dibattito d'Aula è già incanalato. L'esordio spetta a Barbara Evola, capogruppo Sinistra Comune, che difende l'operato dell'amministrazione: "Se riteniamo che i problemi siano creati dall’incapacità del Comune, diciamo una cosa non vera. Diciamo invece che in Italia si sono affermati modelli secondo cui ormai il Comune, se è capace, può solo battere cassa. Evola fa un plauso alla giunta e alla maggioranza, menzionando una “adesione a un progetto che prima non era stato pienamente sposato. Noi continuiamo a essere un’anomalia nell’aver pensato quale dovrebbe essere il progetto".

Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva, stuzzica le opposizioni: "Questa è una mozione di sfiducia priva di ogni contenuto politico. Il collega Randazzo non può chiedere di votare una sua mozione di sfiducia. La mozione si presenta quando si hanno i numeri, e non li deve cercare in me ma nella sua opposizione”. A Ugo Forello, invece, replica: "Io a una mozione di sfiducia dove c’è la firma della Lega non avrei partecipato mai. Si può sbagliare ma non deragliare, e approvando questa mozione saremmo stati al gioco dei leghisti". Quindi avverte il sindaco e la maggioranza: "Da domani inizia la sfida, perché ognuno di noi ci metterà la faccia come sta facendo adesso".

Toni Sala, consigliere di Avanti insieme, invita la maggioranza "a non fermarsi. Io non ho paura di andare a casa, ma di ben altro. Questa mozione vuole solo attaccare l'orlandismo. La sfiducia adesso sarebbe semplicemente da irresponsabili". Sala poi elenca i successi ottenuti dall'amministrazione comunale, come Manifesta 12, Palermo Capitale della Cultura, "la dimensione dell’accoglienza", il rilancio del teatro Massimo o l’istituzione della Ztl. “In ogni caso - precisa - sulla mobilità sarebbe servito più dialogo".

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Chiude gli interventi per la maggioranza Ottavio Zacco (Italia Viva), presidente della commissione Attività produttive, secondo cui “oggi sfiduciare il sindaco sarebbe una follia. Abbiamo un’emergenza sociale, un’emergenza economica, sappiamo bene che diversi imprenditori e commercianti rischiano la chiusura in questi mesi: purtroppo non è altro che la conseguenza dell’emergenza sanitaria. Oggi la città ha bisogno invece di tutto il consiglio comunale, in sinergia con l’amministrazione". Infine, rivolgendosi al sindaco, afferma: "Noi siamo stati sempre leali, cosa ben diversa dalla fedeltà. Continueremo ad essere coerenti".

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